Detrazioni e deduzioni per le donazioni alle onlus spiegate in un italiano comprensibile

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[ Grazie per la revisione di questo articolo a Carlo Mazzini di Quinonprofit.it! ]

Tarcisio chiede:

Puoi fare un riassunto semplice e chiaro su quali sono le agevolazioni fiscali ora vigenti per le donazioni alle onlus?


Tarcisio, fai una bella domanda, e io con questo articolo ti rispondo così, augurandomi di farti servizio:

  • ti svelo il motivo per cui è importante per la tua piccola organizzazione svolgere un buon “servizio sostenitori” per quanto riguarda le donazioni che hanno fatto
  • ti riporto la dicitura tecnica che puoi tranquillamente utilizzare su ogni materiale che usi per indicare le agevolazioni fiscali, così ti togli il pensiero su quale sia la più corretta
  • ti mostro con due esempi quali sono i vantaggi fiscali effettivi per il tuo donatore nel scegliere la deduzione piuttosto che la detrazione

Questi punti devono (o dovrebbero!) interessare non poco i fundraiser km zero come te, per cui, diamo spazio ai contenuti!

Ti premetto che ci limiteremo al caso delle agevolazioni spettanti alle PERSONE FISICHE, che è in assoluto il più frequente per tutti i tipi di piccole organizzazioni non profit con qualifica di onlus (e domani di ETS).

Nel labirinto delle agevolazioni fiscali, c’è un aspetto importantissimo che riguarda il rapporto tra organizzazione e donatore, un aspetto di cui pochi fundraiser (volontari o retribuiti) si rendono conto davvero, ma che è di grande valore per costruire un migliore rapporto coi sostenitori.

I donatori infatti sono persone speciali, molto speciali. Sono dei grandi! Senza di loro, la buona causa non ci sarebbe del tutto o in parte, perché la tua piccola organizzazione non esisterebbe neppure senza le loro generose donazioni!

I donatori sono persone molto speciali anche perché danno tanto e davvero non chiedono nulla in cambio…

ma ciò non vuol dire che non si aspettino qualcosa dalla tua piccola organizzazione! E infatti tutta la coltivazione del donatore gira attorno a costruire una delicata ma stringente trama di comunicazioni che martellino gentilmente il sostenitore, dandogli prova dei risultati ottenuti grazie alla sua generosità, mostrandogli cosa può fare ancora, ricordandogli quanto è prezioso il suo sostegno per cambiare in meglio un piccolo pezzo di mondo.

Il donatore raramente ti viene a cercare per quel che riguarda l’operatività dei progetti (tranne in situazioni come quella dell’adozione a distanza, o di doni molto grandi).

Ma tra tante cose che NON chiedono, ce n’è una che, quando li informi, cominciano a chiedere anche con insistenza e cioè…

i tuoi donatori ti chiederanno di poter “scaricare” la loro donazione dell’anno precedente per pagare meno tasse. Ci tengono un sacco!

Pochissimi in Italia sfruttano le opportunità offerte dalle agevolazioni fiscali per il non profit. Le statistiche al riguardo parlano chiaro.

La colpa di questo fatto è di due soggetti. In un caso puoi farci poco:

  • è colpa dei commercialisti e dei CAF: spesso e volentieri sono assolutamente impreparati, non conoscono le normative, se le conoscono la norma è che non siano le ultime vigenti e in media passano sopra a questa possibilità, come se ricordare ai clienti che possono avere dei benefici fiscali per le loro donazioni non fosse una cosa importante >> SOLUZIONE? purtroppo, puoi farci poco
  • è colpa delle organizzazioni non profit: il 99% prende il testo di legge e lo copia e incolla in giro. Risultato? Non si capisce nulla! Parla come mangi! Nessuna ha tempo, voglia, desiderio di stare a tradurre dal legale all’italiano, come puoi aspettarti che mettendo un testo tecnico come quello di una norma i tuoi sostenitori lo possano comprendere? >> SOLUZIONE? Parla come mangi, fatti capire!

Quando i donatori, grazie alla tua buona comunicazione, finalmente diventano consci del fatto che esiste per loro questa possibilità, tra febbraio e giugno di ogni anno si fanno avanti in molti a chiederti la famosa “ricevuta delle donazioni dell’anno prima”.

Ora, ti devo assolutamente ricordare un’amara verità:

la “ricevuta delle donazioni dell’anno prima” rilasciata dalla tua piccola organizzazione non ha nessun valore amministrativo. L’unica cosa che fa fede agli occhi di un commercialista o un CAF per dare accesso alle agevolazioni fiscali è la ricevuta del movimento, compiuto via Posta, bollettino postale, banca, carta di credito, Pay Pal e analoghi, assegno o qualunque sistema di pagamento tracciabile.

Fai attenzione a questo punto, perché allora è bene che tu indichi a piede della ricevuta che invierai ai tuoi donatori questo avviso:

# AVVISO DA INSERIRE IN CALCE ALLA RICEVUTA DELLE DONAZIONI #

Questo documento è un semplice promemoria senza valore amministrativo o fiscale, che riepiloga le donazioni che hai versato alla nostra organizzazione. Per avere pieno diritto alle agevolazioni fiscali che ti spettano per le donazioni che hai effettuato con sistemi di versamento tracciabili (Posta, bollettino postale, banca, carta di credito, Pay Pal e analoghi, assegno), porta al tuo commercialista o al tuo CAF la copia delle singole ricevute di versamento di ogni donazione. Solo queste hanno valore ai fini del tuo diritto a godere delle agevolazioni fiscali.

Tu glielo dici chiaro e tondo che la ricevuta non ha valore di per sè, ok?

Ma attenzione a un’altra cosa appresa sul campo: alcuni (pochi, ma fanno scuola!) sostenitori, se non gli mandi la famigerata ricevuta delle donazioni dell’anno prima, si arrabbiano lo stesso.

Ma si arrabbiano a un punto tale che, se non ti muovi con decisione e precisione… smettono di donare! Dicono “sayonara” alla raccolta fondi della tua piccola organizzazione e tu non vuoi e non puoi permettere questo!

Ma perchè si arrabbiano, visto che non ha valore amministrativo e fiscale ‘sta benedetta ricevuta? Per due ragioni:

  • non sanno che non ha valore fiscale, quindi pensano che se non la portano in sede di dichiarazione dei redditi, non potranno “scaricare” le donazioni…
  • sanno che non ha valore fiscale, ma visto che ricomporre una dichiarazione dei redditi è un gran casino, se tu gli mando il riepilogo delle donazioni dell’anno prima, gli fai un gran piacere, perché così non si sbagliano e non ne lasciano fuori nessuna!

Allora ti do un suggerimento ulteriore:

nell’elenco delle donazioni dell’anno prima, di fianco ad ognuna indica anche cosa è stato versato in contanti e cosa via bonifico, posta o altro sistema di pagamento tracciabile

Ci sono infatti donatori che in un anno utilizzano sia contanti che bonifico o posta o carta di credito per fare le proprie donazioni (insomma, uno strumento tracciabile + i contanti), però devono avere chiaro, sia loro che il commercialista o CAF, cosa è agevolabile e cosa no (di nuovo: lo dovrebbero capire dalle ricevute originali dei versamenti, ma se glielo indichi tu fanno prima).

A ogni modo, tu vuoi rendere un grande servizio ai sostenitori della tua organizzazione, perché se lo meritano a prescindere e perché un sostenitore soddisfatto è un sostenitore fedele (e la fedeltà, tradotta in €, si dice: “entrare più sicure, spese al minimo”).

A questo punto, abbiamo già chiarito una serie di aspetti assolutamente pratici sulla famigerata “RICEVUTA delle donazioni dell’anno prima”, li riepilogo:

  • non ha valore fiscale o amministrativo
  • è solo un promemoria
  • devi indicare queste sue caratteristiche in calce al documento
  • per fare buon servizio, indica anche che tutto ciò che è versato in contanti non ha mai dato, non da e mai darà diritto alle agevolazioni fiscali, mentre i benefici ci sono per tutto ciò che è versato con mezzi di pagamento tracciabili
  • nella lista di riepilogo delle donazioni, indica di fianco ad ognuna con che mezzo è stata versata (inclusi i contanti), per facilitare commercialista, CAF e donatore

Ora, andiamo a vedere cosa dobbiamo scrivere, ripreso dal linguaggio “tecnico” delle norme, sulle agevolazioni fiscali a cui ha diritto il sostenitore che fa una donazione a una Onlus (futuri ETS).

# FRASE CHE CHIARISCE QUALI SONO LE AGEVOLAZIONI FISCALI PER CHI DONA ALLE ONLUS #

Dall’1 gennaio 2018 le donazioni a favore di [ nome tua organizzazione ] Onlus sono detraibili dall’imposta lorda in misura del 30% e fino a un massimo di 30.000€ all’anno. In alternativa, potrai dedurre le donazioni erogate dal tuo reddito imponibile per un importo non superiore al 10% del reddito complessivo dichiarato (art 83 del Decreto Legislativo 3 luglio 2017, nr. 117 – Codice del Terzo Settore).

A scanso equivoci, subito sotto, riporta pure un’altra volta che

# FRASE CHE CHIARISCE COME ACCEDERE AI BENEFICI FISCALI PER LE DONAZIONI ALLE ONLUS #

Per usufruire dei benefici fiscali, conserva la relativa attestazione di donazione:

  • la ricevuta del versamento, nel caso di donazione con bollettino postale
  • le note contabili o l’estratto conto della banca, in caso di bonifico bancario
  • l’estratto conto della carta di credito emesso dalla società di gestione
  • l’estratto conto del tuo conto Pay Pal (o analogo sistema di versamento)

A questo punto il donatore sa tutto quel che deve sapere.

Se lo sapessero anche il commercialista e il CAF a cui lei o lui si rivolgerà, sarebbe un paradiso!

Allora, ti consiglio di scrivere da qualche parte anche una bella frase rossa corta e concisa del tipo:

NOTA BENE: ricorda di portare con te questo documento quando andrai a fare la tua dichiarazione dei redditi e portalo all’attenzione del tuo commercialista o dell’operatore del CAF.

Dopo tutto questo lavoro di precisazione, cosa puoi fare ancora per rendere la vita più facile al tuo sostenitore, per guadagnarti la sua riconoscenza e fedeltà? Due cose:

  • capire come funzionano le deduzioni e le detrazioni, le loro differenze nei meccanismi e i loro impatti sul reddito e sulle tasse del donatore
  • saperlo spiegare quando te lo chiedono, anche cogliendo l’occasione in modo attivo, senza aspettare che qualcuno ti chieda conto (NOTA BENE: pochissimi si faranno avanti chiedendo spiegazioni. Perchè? Perché il non sapere è fonte di vergogna per molti, per cui piuttosto che sopportare il disagio di una brutta figura, alla fine nessuno chiede nulla)

Del resto, poco sopra abbiamo visto che le donazioni possono essere, in alternativa detratte (detrazioni) o dedotte (deduzioni), per cui bisogna pure capire cosa vuol dire in pratica, in italiano, o no?

Sembra una cosa complicata, invece è semplice. Insomma, abbastanza. Basta applicarsi 10 minuti con un po’ di concentrazione.


NOTA BENE: gli esempi che ti porto sono davvero semplicissimi, ridotti all’osso così ci capiamo tutti. Ti consiglio di fare un po’ di esercizio tenendo per riferimento:

  • la normativa vigente (vd. sopra)
  • le 2 tabelle di esempio che seguono
  • lo specchietto riepilogativo delle aliquote IRPEF 2018

# COME FUNZIONA UNA DEDUZIONE PER UNA DONAZIONE EFFETTUATA DA UNA PERSONA FISICA? #

Le deduzioni riducono il reddito lordo. Se il tuo reddito lordo all’inizio è più basso, fatti tutti i conti, alla fine pagherai meno tasse. Per questo le deduzioni piacciono così tanto ai tuoi sostenitori!

# ESEMPIO CON UNA DONAZIONE DI 100€ COME CAMBIANO REDDITO E TASSAZIONE APPLICANDO UNA DEDUZIONE #

Note:

  • ricorda che per la normativa vigente, la deduzione si applica con limite di importo della donazione fino al 10% del reddito dichiarato (quindi, nel caso qui sotto: 10% di 15.000€ = 1.500€. E se uno dona di più? La parte che “va oltre”, non viene conteggiata ai fini dei benefici fiscali, può essere portata in deduzione gli anni successivi, fino al quarto) – NOTA: grazie al fundraiser km zero Marco Principia per avermi fatto notare la svista iniziale!
  • l’esempio è su un reddito lordo di 15.000€. E’ il caso più semplice possibile. Per le aliquote di imposta a seconda delle fasce di reddito, consulta lo specchietto sotto alle tabelle.
Senza donazione

e quindi senza deduzione

Con donazione

e con deduzione

Reddito lordo 15.000€ 15.000€ –
Erogazione liberale / Donazione 100€ =
Reddito Imponibile 15.000€ 14.900€
Imposta IRPEF (23%) 3.450€ 3.427€
Risparmio di imposta per il donatore 0€ 23€

# COME FUNZIONA UNA DETRAZIONE PER UNA DONAZIONE EFFETTUATA DA UNA PERSONA FISICA? #

Le detrazioni ti fanno risparmiare direttamente sulle imposte calcolate che purtroppo devi andare a pagare.

# ESEMPIO CON UNA DONAZIONE DI 100€: COME CAMBIANO REDDITO E TASSAZIONE APPLICANDO UNA DETRAZIONE #

 

Note:

  • ricorda che per la normativa vigente, la detrazione viene calcolata come il 30% della donazione effettuata, fino al massimo a raggiungere il valore di 30.000€. E se dal calcolo risultasse un beneficio fiscale teorico più alto, oltre questa soglia (è evidentemente il caso dei grandissimi donatori)? Niente da fare, diversamente che per le deduzioni, qui la parte che “va oltre”, non viene conteggiata ai fini dei benefici fiscali e non può essere riportata a periodi d’imposta successivi
  • l’esempio è su un reddito lordo di 15.000€. E’ il caso più semplice possibile. Per le aliquote di imposta a seconda delle fasce di reddito, consulta lo specchietto sotto alle tabelle.

 

Senza donazione

e quindi senza detrazione

Con donazione

e con detrazione

Reddito lordo 15.000€ 15.000€ –
Reddito Imponibile 15.000€ 15.000€
Imposta IRPEF (23%) 3.450€ 3.450€ –
Detrazione erogazione liberale (30%) 0€ 30€ (30% di 100€ donati) =
Imposta netta 3.450€ 3.420€
Risparmio di imposta per il donatore 0€ 30€

Nota: SPECCHIETTO DELLE ALIQUOTE IRPEF VIGENTI NEL 2018

irpef 2018

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

COSA CONVIENE DI PIU’ FARE AL DONATORE?

Donazione o detrazione? Lo sa lui / lei / il commercialista / il CAF.

Ovviamente sul peso della scelta contano tantissimi fattori, principalmente il reddito dichiarato, ma poi influiscono altri fattori – come i familiari a carico ecc -.

Puoi però annotare da qualche parte che per i donatori con redditi dichiarati maggiori di 28mila euro conviene utilizzare la deducibilità perché “incide” più del 30%, che è il risparmio garantito dalla detraibilità.

Questa è una piccola guida e “summa” di quello che serve alla tua piccola organizzazione. Mi auguro davvero di averti fatto un buon servizio. Buona raccolta, buone ricevute e…

avanti tutta!

– Riccardo –

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4 commenti su “Detrazioni e deduzioni per le donazioni alle onlus spiegate in un italiano comprensibile

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