5 per mille: come conoscere i nomi? Parte 1

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Si aprono le dichiarazioni dei redditi, l’Agenzia delle entrate ha predisposto gli strumenti per l’iscrizione agli elenchi del 5 per mille.

Come ogni anno assisteremo ad un battage pubblicitario imponente, con le piccole organizzazioni non profit che si batteranno come leoni per farsi spazio tra i grandi enti del terzo settore, università e comuni.

Nel post di oggi (é la prima di due parti!) ti racconterò di come una piccola organizzazione in cui sono volontariato da molti anni sta preparando la sua campagna 5 x mille 2011.
I suoi operatori ed io ci siamo interrogati su questo: nel 2010 ben 1088 persone ci hanno dato la propria preferenza. Come fare a conoscere i loro nomi?

Sapere chi sono farebbe crescere il database della tua onp in quantità e qualità! Per agire su territori ristretti puoi anche richiedere le liste elettorali, anche se in effetti l’unica segmentazione che potrai fare é geografica, fasce di età e uomo/donna..

Ti parlerò quindi di uno strumento che la tua piccola organizzazione può usare per provare a conoscere i nomi di chi ha destinato il proprio 5×1000 a sostegno della sua mission! E’ un tentativo ma, come leggerai, tentar non nuoce! 😉

Prima di tutto: come mai cerchiamo i nomi?

Come ti raccontavo, nel 2010 l’associazione ‘Il Portico’ ha ricevuto 1088 preferenze per un totale di € 28.639,15 (di cui € 25.432,72 dalle preferenze e € 3.206,43 dalla ripartizione delle scelte generiche). Non male per una piccola organizzazione non profit!

Il 5 per mille tecnicamente non é uno strumento o un mercato di fundraising, perché non comporta un sacrificio diretto del contribuente: il prelievo dall’Irpef di questa piccola percentuale delle tasse non costa niente a nessuno! Però di certo indica che qualcuno ha preferito proprio la tua onp alle decine di migliaia di altre ammesse al beneficio del 5 per mille (per numeri e analisi, ti rimando agli ottimi articoli di Davide Moro sul 5 per mille 2008 e il 5 per mille 2009). Un po’ come quando compri un biglietto per lo spettacolo di un’associazione: tecnicamente non é una donazione, ma il contenuto relazionale e valoriale di questa transazione é un campanello d’allarme che strilla: “Questa persona é un potenziale donatore! Dobbiamo avere la sua anagrafica!”.

Per questo motivo, conoscere i nomi di chi destina il proprio 5 per mille alla tua piccola organizzazione non profit é di enorme importanza. Purtroppo l’Agenzia delle Entrate non vuole darli a nessuno per nessun motivo (‘battaglia’ di cui dovrebbe farsi promotrice Assif!).

Insomma, perdere tanti nomi per strada ogni anno é vanificare un’opportunità di crescita!

Cosa abbiamo pensato di fare

Dunque abbiamo pensato di copiare dal profit. Ci è arrivata in sede una cartolina che commercializzava l’abbonamento prova ad una rivista. Sul fronte riportava il logo ‘risposta prioritaria’. La risposta prioritaria è un servizio di Poste Italiane che permette al destinatario di rispedire una missiva caricando i costi dell’invio sul mittente originario.

Facendo la moviola accade questo:

  • tu ricevi a casa una cartolina o una busta (che ne contiene un depliant e una seconda busta) della ‘Libripertutti’ con logo ‘risposta prioritaria’ e ‘non affrancare’ e il loro indirizzo stampato sopra
  • sul supporto da qualche parte c’è spazio per compilare i campi con la tua anagrafica e attivare così un abbonamento prova
  • non sapendo resistere all’offerta, imbuchi la cartolina o la seconda busta col suo contenuto nella prima buca delle lettere che trovi
  • l’ufficio delle Poste registra il movimento e addebita il costo della spedizione più una commissione (del 15%) su un conto speciale ‘Risposta prioritaria’ aperto dalla ‘Libripertutti’
  • ‘Libripertutti’ riceve in sede il supporto compilato e si porta così a casa un’anagrafica completa a un prezzo di spedizione totale poco superiore a quello di quello standard (es: 0,60€ + 15% = 0,69€)

Abbiamo deciso quindi di utilizzare la risposta prioritaria per chiedere ai destinatari della nostra campagna di farci sapere che hanno scelto proprio “Il Portico” per il proprio 5 per mille.

Faremo questo:

  • invio di busta con lettera di accompagnamento e cartolina con risposta prioritaria su soci e simpatizzanti. Qui il costo di una risposta si alza questo: costo di busta + stampe + affrancatura della busta (0,60€) + costo dell’eventuale risposta (0,60€+15% di commissioni).
  • distribuzione porta a porta nei 2 comuni in cui Il Portico é storicamente radicato. Il costo resta 0,60€+15% di commissioni.

In tutto gireranno circa 20.000 cartoline con risposta prioritaria (ma a un costo di stampa ridicolo grazie a questa impresa dai prezzi e tempi di consegna imbattibili). Siam stati realistici e prevediamo di vederne tornare al massimo 200.

Tra il pensiero e i fatti si son messi di mezzo due importanti fattori: uno tecnico e l’altro etico.

Ma di questo …te ne parlerò domani!

Torna domani per leggere la seconda parte di questo articolo. Scoprirai come attivare il servizio di risposta prioritaria e quali questioni etiche e strategiche abbiamo affrontato!
Ti aspetto!
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4 commenti su “5 per mille: come conoscere i nomi? Parte 1”

  1. Ottima idea! Le risposte saranno utili a scoprire sia quali sono i sostenitori più "fidelizzati" sia a fare una segmentazione di coloro che versano il 5 x 1000, in modo da migliorare i target della campagna dell'anno seguente. Una domanda: c'è da aspettarsi una percentuale di risposte così bassa? Solo l'1%?

    • Grazie dell'utile commento, Gabriele!
      Sappiamo bene che la possibilità di agire 'di più' sul 5×1000 individuale, cioè di quella data persona che scopro essere sostenitrice col 5 per mille, non esiste, per cui ottenere questa informazione secondo me potrebbe servire ad esempio per creare un 'club del 5×1000', da coinvolgere in operazioni member-get-member. Una squadra che ai tempi di marzo-aprile-maggio scende in campo come fiera sostenitrice dell'onp col 5×1000.
      Altettanto, potremmo considerare il 5×1000 come 'prima donazione' o come donazione da cumulare ad altre di un periodo per poi analizzare il database e studiare le prossime sollecitazioni.

      La percentuale é così bassa, almeno per Il Portico, perché di fatto la distribuzione di cartoline porta a porta ha dato si qualche miglioramento alle adesioni, ma non in maniera incisiva (diciamo che negli anni, anche se con volumi minori, possiamo presupporre che abbia portato circa 200 adesioni). Poi purtroppo generalizzare é molto complicato, non mi viene neppure da paragonarla ad un'operazione di mailing perché mancano alcuni elementi importanti (es: personalizzazione del messaggio).

      Ma quando sapremo dire come é andata, lo diremo! 🙂

  2. Quella di fornire i nomi di chi aderisce al 5 per mille è una cosa che, se comunicata, mi vedrà fare causa alla Agenzia delle Entrate. Lavoro per un ente che insiste con email e riunioni a convincere i dipendenti a firmare per lo stesso ente. Visto l’andazzo qui dentro, se scoprissero che non verserò assolutamente il 5 per mille a loro, potrei avere ulteriori problemi di mobbing (che già subisco). Per cui accontentatevi dei soldi che ricevete senza pretendere di saperne la fonte!!!!

    • Pretendere no, lasciare la libertà a chi lo vuole di farlo però si. Poter comunicare alle organizzazioni beneficiarie che la propria scelta è ricaduta su di essere, dovrebbe essere una facoltà del cittadino. Già c’è chi lo fa con altri mezzi, per cui meglio andare alla fonte a questo punto, cioè alla dichiarazione dei redditi. La situazione che racconti (dipendente che non firma per il datore di lavoro) è una situazione molto diffusa, c’è da farci la pace (anche se il datore non riesce a farsene una ragione). La tua preoccupazione è legittima e ragionevole. Personalmente però difendo il diritto dei donatori di “rivelarsi” (se desiderano farlo) e delle organizzazioni di sapere (nella misura in cui il donatore vuole farsi riconoscere). Grazie, un saluto, avanti tutta!

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