Non é che alla tua organizzazione manca qualcosa?

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Pochi giorni fa a Milano (esattamente il giorno della prima assemblea straordinaria della nuova Associazione Italiana Fundraiser) masticando chi una caprese scondita e chi una pizza un po’ acquosa, ho avuto la fortuna e il piacere di pranzare con Natascia, Luciano e Davide, tra le locomotrici della divulgazione del fundraising in Italia.

Tra tante chiacchiere tra il serio e il faceto, abbiamo dedicato qualche minuto a discutere un tema su cui scommetto che anche tu avrai ragionato. Riassumo così:Cosa manca alla nostra piccola organizzazione non profit perché le cose funzionino a dovere?”. La risposta o le risposte possono essere scomode e fastidiose. Ti sarà capitato di concentrati sui particolari e man mano scoprire che la questione era molto ma molto più ampia, che a mancare non erano dettagli, ma intere parti della tua organizzazione.Riprendo e sintetizzo quanto esposto da Luciano, cioé che se osserviamo dall’alto l’ “organizzazione tipo” (profit o non profit), dovremmo trovare queste aree:

  • produzione (di beni, di servizi …) -> c’è sempre
  • vendite -> spesso manca o é troppo artigianale
  • marketing -> normalmente, non esiste o é terribilmente discontinuo
  • management -> c’è, ma mancano i manager (cioé, nei consigli direttivi ci son persone che si danno da fare – a volte forse anche oltre le proprie possibilità – ma mancano di esperienza specifica nelle dinamiche della gestione delle organizzazioni)

e poi in cima a tutto

  • ricerca e sviluppo -> di solito non c’è e non si sa neanche cosa sia

Tu magari dirai: “Ok, ma tutto questa roba ci serve poi? Siamo un piccolo ente non profit che lavora nel locale, facciamo meglio che si può!”

Direi che la risposta é: se vi va bene essere e fare come ora, ok! Ma se vuoi che la tua organizzazione persegua la propria mission meglio di come lo fa oggi, bisogna rifletterci sopra.

Io la metto sul piano degli “orizzonti temporali”: produrre e vendere é il breve e brevissimo termine. Il marketing é il medio-lungo periodo. La ricerca e sviluppo sono il lungo o lunghissimo tempo. Per quel che ho visto e vedo, non si guarda oltre il medio-lungo periodo, dove “medio-lungo” sta a significare 3-4 mesi.

Quindi, facendola semplice semplice: accontendandosi dell’oggi e del “va bene come viene” si resta con gli occhi puntati sul piedi anziché sui traguardi che sarebbero raggiungibili con un approccio culturale e organizzativo più sviluppato. E il fundraising: credo che venga, anzi che dovrebbe venire, dopo tutto questo!

E la tua piccola organizzazione non profit, quanto lontano guarda? Insomma, cosa manca perché tutto funzioni a dovere?

Confrontiamoci nei commenti!

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4 commenti su “Non é che alla tua organizzazione manca qualcosa?”

  1. ciao riccardo, prima di tutto complimenti per il tuo blog che seguo sempre con piacere e che, insieme a Davide Moro (che è ora premuroso capitano di Fundraising.it), trovo essere fundraiser con idee da proporre e concretizzare.

    Quello che serve alle piccole organizzazioni nonprofit? In questi anni credo di essere abbastanza certo che con la passione arrivi fino ad un certo punto, con le "conoscenze" ugualmente, con il leader carismatico ugualmente. C'è bisogno invece di tanta professionalità, di pagare meglio i propri dipendenti, di saperli motivare meglio.

    • İnteressante articolo…bravo Frido!

      Concordo cmq con quello che dice Francesco qui sopra…occupati come siamo nel quotidiano, ci dimentichiamo spesso di far crescere la nostra professionalita'!

      Sull'aspetto economico pure!

      • Ciao Lorenzo, su questi aspetti pare ci sia comune accordo… é vero che il giorno per giorno é invadente, ma magari con un po' di pianificazione a monte ci si ricorderebbe meglio dove si sta andando. Qualche mezza giornata in più di pura programmazione a calendario può potare grandi benefici, di questo sono piuttosto convinto!

        Grazie di essere passato di qui!

    • Ciao Francesco, aggiungi elementi interessanti alla lista delle cose che mancano. Mi sembrano anche questi fattori organizzativi, prima ancora che strategici, come a dire che a parità di causa e di intenzione, la differenza la fa chi fa e come fa le cose. Riprendo poi quel che dici alla fine: c'è bisogno di tanta professionalità e di pagare meglio i propri dipendenti, saperli motivare meglio. La professionalità va (andrebbe) ripagata, per il bene della mission e dell'onp. E' sempre la logica dei ritorni sugli investimenti! Grazie del commento e degli apprezzamenti al blog: se cresce é merito del contributo di tutti!

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