Cara piccola organizzazione non profit,

sto per partire per le vacanze. Sono 10 giorni in un anno e vedrò di godermeli. L’anno scorso ho partecipato a un’esperienza bellissima, un viaggio di turismo responsabile in India. Questa volta invece un po’ di surf a Lanzarote, che non costa molto e sembra bellissima!

Prima di partire ho fatto in tempo a leggere il post di Simona Biancu nel blog di uidu.org e da lì l’impellenza di scriverti poche righe di raccomandazione e di saluto. Ci separiamo per poco tempo, ma sento che lasciarci senza dirti quel che ho in testa sarebbe un grave errore. 

A costo di essere tignoso, ti lascio un po’ di compiti per casa: leggi qui o, se l’hai già letto, ripeti, che fa sempre bene!

Negli ultimi mesi ci siamo sentiti tante volte, mi hai raccontato i tuoi progetti, i tuoi obiettivi, le tue incertezze, le tue idee. Spero di essere stato almeno un buon ascoltatore per te, spero altrettanto di averti dato magari non soluzioni ma almeno buoni consigli. Di sicuro tu mi hai lasciato qualcosa.

Ma voglio chiarire una cosa, sperando di motivarti anziché scoraggiarti: per le piccole organizzazioni non profit che vogliono fare fundraising oggi la sfida è grande. Il contesto sta cambiando e  per farcela dovrai guardare bene dentro di te. Andando al sodo, volevo dirti che:

Ecco, volevo scriverti poche righe, e invece mi sono dilungato molto. E avrei ancora tante cose da dirti, ma per oggi mi fermo qui. E sai perché, perché io a te ci tengo, e ci tengo tanto. Davvero. Sono cresciuto assieme a te e ogni giorno vengo investito dalla meraviglia di cosa puoi fare. Ma oggi tutto sta cambiando a una velocità sorprendente: e quando tutto cambia e quel che facevamo non funziona più bene, dobbiamo saper cambiare anche noi.

Parto per Lanzarote con, oltre all’ukulele, un quaderno per gli appunti in valigia: anche tra le onde, i vulcani e l’aloe mi sarà difficile non pensare a te e al fundraising! 😉

Ci rivediamo il 25 luglio, un saluto!

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