Lo avevamo promesso  e oggi apriamo “il mese del volontariato” di questo blog con il primo di 4 post dedicati al tema. Perchè parlare di volontariato in un blog che tratta di marketing per il non profit e di fundraising?

Per quanto un “professionista dello sviluppo” (leggi anche alla voce “fundraiser”) possa essere abile nella negoziazione, nella pianificazione e nella relazione, tempo e competenze dei volontari sono una risorsa spesso indispensabile per arricchire l’elaborazione delle strategie e poi per tradurle in azioni concrete… anche nella raccolta fondi (e dentro ci metto: eventi, strutturare operazioni di vendita, elaborare progetti, sollecitare donazioni).

Per lavoro organizzo corsi di formazione al volontario e coordino gruppi di volontari: credo che per parlare di volontari coinvolti nel fundraising, dobbiamo a mio parere parlare sempre prima di volontari formati, coordinati e coinvolti nelle attività istituzionali. In mancanza di una serie di attenzioni, la partecipazione dei volontari può essere una bomba per gli assetti dell’organizzazione non profit. Suona forte? Forse un po’, ma nella mia esperienza c’è molto di vero…

Un volontario …cerca un responsabile

Ogni volontario ha bisogno di una persona a cui fare riferimento in caso di incertezze, di curiosità e di proposte. Questo perché i volontari quando agiscono cercano sempre il valore aggiunto della relazione (e mi viene da dire, anche quando sa che può essere critica). Questo significa anche che i volontari cercano sempre una persona che faccia da ponte tra loro e l’organizzazione, una guida che sappia orientarli, riceverli, ascoltarli, soddisfare il desiderio di socialità tanto quanto la voglia di mettersi in gioco.

Un volontario …e il libretto di istruzioni

Perché chiedere la collaborazione di un volontario? La risposta è: per rendere più facile la realizzazione di progetti o di attività definiti nei dettagli. Il volontario si presta e volentieri su quello che è chiarito con tanti particolari da rendere impossibile l’incertezza. Certezza sul cosa, quando, dove, come, chi = serenità del volontario.

Un volontario …si forma in un gruppo organizzato

I volontari crescono grazie a una formazione di gruppo e continua. 1 riunione volta al mese? 1 volta ogni due mesi? Questo dipende dal gruppo, che deve riunirsi con regolarità attorno ai valori dell’organizzazione, attorno ai progetti e attorno alla scaletta delle cose da fare. Tutte le cose assieme, una senza l’altra diventa troppa teoria o troppa pratica.

Un volontario …si riconosce in un gruppo amichevole

Desideri che i vostri volontari siano formati? Allora vai di formazione. Ma desideri che l’onp sia supportata da volontari motivati? Rendi loro facile conoscersi meglio e fare amicizia. Come? Dedicando del tempo ai ritrovi informali, ai festeggiamenti, a quell’ora in più dopo l’evento per guardarsi negli occhi a vicenda. Ricorda che quello che per i volontari è uno stacco amichevole, per l’organizzazione sarà un vero e proprio impegno organizzativo in più.

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Un volontario …si tratta coi guanti (ma a volte no)

Una persona in più nell’organizzazione è una persona in più da inserire correttamente in un contesto in cui la gerarchia “datore – dipendente” non può essere replicata. D’altra parte, bisogna riuscire a costruire il rispetto dell’impegno preso, a volte al costo di creare un conflitto. Quindi, non avremo dipendenti, ma puntiamo ad avere con noi persone che vanno oltre al “tempo libero”.

Un volontario …più è dentro la causa, più sarà di aiuto nel fundraising

I vostri volontari contribuiranno alla raccolta fondi? “Si” se la vostra organizzazione ha saputo fargli respirare e toccare l’importanza dell’azione. Ci sono organizzazioni che stanno attente a tenere le distanze e che vorrebbero chiedere subito una partecipazione alle attività di fundraising, ma non a caso prendono dei “no”. Questo è tanto più valido quando ci appelliamo a dei possibili volontari che, pur capendone l’importanza, non hanno mai vissuto sulla pelle il problema che la nostra onp sta contrastando.

Un volontario …non un fantasista

Quanta energia serve a restare sul pezzo? Più di quanto sembri… i volontari portano aria nuova e con l’aria le idee. Che spesso sono tante, ambiziose e creative, ma dobbiamo avere attenzione e cura a rimanere sul tracciato della pianificazione, sia che parliamo di attività istituzionale sia che parliamo di raccolta fondi. Abbiamo bisogno di volontari propositivi, non di fantasisti. Dobbiamo essere in grado di portare l’attenzione al qui e ora, per quanto possa essere spiacevole in un primo momento, in particolare per i volontari più creativi.

Queste alcune riflessioni e domande che ritengo fondamentale considerare in partenza.

Il prossimo post sarà dedicato a come organizzare un corso di formazione al volontariato. Nel frattempo, quali sono i tuoi pensieri? Condividili nei commenti!

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