Molto spesso i presidenti o i fundraiser di piccole e medie organizzazioni mi scrivono per sapere come scrivere le loro lettere o pagine web per presentarsi o per chiedere donazioni.

Questo articolo contiene:

  1. un esempio di un’ottima maniera di comunicare per raccogliere fondi, di una piccola organizzazione non profit che è arrivata a comunicare così, partendo dalla maniera contraria di presentarsi
  2. il “segreto” per comunicare in modo efficace la causa della tua organizzazione e per lanciare appelli di raccolta fondi
  3. un passaggio tecnico su come funziona la memoria umana
  4. le risposte ad alcuni tipici “no, non si può fare” delle piccole organizzazioni (in particolare i loro presidenti e operatori – non è un’accusa, ma una constatazione) quando parliamo di come ci si presenta nella maniera corretta.

Cominciamo!

Partiamo da un ottimo esempio pratico di come presentare la tua organizzazione e i vostri progetti ed essere sicuri di fare centro:

E’ tutto qua. Davvero non c’è altro da aggiungere.

Casa Famiglia San Pio X (abbiamo lavorato assieme questo e lo scorso anno) dimostra che una piccola organizzazione può fare ottima comunicazione orientata al fundraising… se la smette di parlare di sè!

Il “segreto”, in due parole, si chiama:

testimonianze autentiche

Moltissime piccole organizzazioni nel tentativo di scaldare gli animi e chiedere fondi, si presentano così (di fianco metto un commento e sotto come dovrebbe funzionare):

“Noi siamo, noi facciamo. Siamo bravissimi, quindi dammi dei soldi”

La presentazione o l’appello diventa così una lunga spiegazione autoreferenziale. Occhio a queste due parole:

Se siete voi a dire “Siamo bravi!”, non vale niente.

Se sono gli altri a dire “Siete bravi!”, non serve altro.

La tua organizzazione può scrivere anche la nuova Enciclopedia Treccani per spiegare quanto siete bravi, quanti e che bei progetti avete, come state cambiando il mondo etc etc. Peccato solo che sia quasi inutile!

Bastano due righe autentiche per capovolgere la situazione. Basta anche una sola testimonianza autentica di un beneficiario dei vostri progetti. Infatti, quando sono gli altri a dire che siete bravi, allora e solo allora la tua organizzazione diventa credibile!

Quando e solo quando sono gli altri a dire che siete bravi,

la tua organizzazione diventa credibile e merita fiducia!

Quando hai anche una sola testimonianza autentica dalla tua parte, allora puoi serenamente buttare via tutto il malloppo di spiegazioni, descrizioni, curriculum progettuali etc etc che di solito usate per dire chi siete, cosa fate, quanto siete meritevoli e via dicendo. Tutto questo malloppo di spiegazioni vorrebbe convincere, al contrario una testimonianza autentica ha l’effetto immediato di coinvolgere.

La testimonianza autentica di un beneficiario

ha la forza immediata di coinvolgere chi ti guarda, ascolta etc

Andando al pratico, gli schemi diventano:

Se una persona non ti sostiene subito, nel primo caso comunque non resta nulla. Nel secondo caso, almeno resta un ricordo. Di fatto, la mente umana funziona così:

La memoria umana è fatta di tracce e solchi.

Tanto più viva e forte è l’emozione associata a un certo evento o fatto,

tanto più profonda è la traccia di memoria che resta impressa.

Grazie a questo supporto scientifico, potremmo chiudere qui il discorso!

Ma so già che “c’è chi dice no”…

So benissimo quali sono le resistenze e le reazioni negative delle organizzazioni che si ostinano a voler spiegare. I più arroccati di tutti di solito sono i presidenti e gli operatori di progetto, che hanno mille remore a raccontare in un certo modo quel che fa l’organizzazione di cui fanno parte (non è un’accusa, è una semplice constatazione). Quindi, mi fa piacere rispondere ad ognuna:

E anche per questa volta, è tutto! Ti lascio questo articolo come regalo e augurio per il 2017 alle porte.

Spero che tra i tuoi propositi per l’anno nuovo ci sia anche aiutarla a crescere facendo le cose giuste!

Ogni bene a te, a chi ti è caro e alla tua organizzazione, ai vostri beneficiari.

Un saluto

– Riccardo Friede –

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