Ma alla fine, quando fai fundraising km zero e cioè:

come fai a fare quel gioco “da libro” per il quale:

?

Oggi parto per Roma e domani terrò un corso su tutto questo. In questo articolo trovi alcuni concetti e qualche pratica… praticabile, perché non ha senso fare come quelli che ti dicono le cose col contagocce, come se stessimo parlando dei segreti del Vaticano o chissà che informazione top secret (a me fa ridere e fa venire il nervoso allo stesso tempo, non so a te…).


C’E’ UN MODO DI OTTENERE GRATUITAMENTE PIU’ INDICAZIONI OPERATIVE CALATE SULLA TUA PICCOLA ORGANIZZAZIONE DI QUANTE NE RACCOGLIERAI MAI A UN QUALUNQUE CORSO DI FORMAZIONE (INCLUSI QUELLI CHE TENGO IO)?

Anche se non sarai al corso e anche se queste cose le mastichi poco, ti ricordo che questi temi (e molti altri) relativi al fundraising per i piccoli enti li puoi approfondire 1 a 1 durante una delle Consulenze Gratuite di 45′ riservate agli iscritti alla mailing list di Fundraising Km Zero!


Premessa: qui di seguito non parleremo di tecnologie che “woooooow!” o di arti magiche o trucchi da persuasore. Scusa il francesismo, ma finiremmo esclusivamente a parlare di ca##te! Piuttosto, parleremo di pratiche semplici e applicabili a qualsiasi piccole/media organizzazione, a patto di metterci su per bene la testa e fare lo sforzo di declinare il tutto alla tua situazione specifica

= = =

Passo primo: RACCOGLI L’ANAGRAFICA
= = =

Di base, puoi farlo in due modi:

Il concetto di base è: offri qualcosa di grande valore per il tuo futuro donatore, e daglielo a gratis, o a un costo così ridotto che a lui o lei sia subito evidente l’enorme differenza che c’è tra il valore reale di quel che offri (basso) e quello a cui lo proponi (alto).

Da un certo punto di vista questo concetto vale identico per un ebook pieno zeppo di informazioni veramentea accurate e difficili da trovare altrove, o una testimonianza travolgente resa durante uno spettacolo.

Il succo è: il tuo futuro donatore manco se l’aspetto di avere così tanto per così poco. Ma DURANTE l’esperienza (con l’incentivo di qualche anteprima ben realizzata) scoprirà che sta ricevendo molto molto ma molto di più di quel che poteva immaginare. L’esperienza per capirci è: consulto l’ebook e capisco che davanti gli occhi ho un patrimonio di conoscenza davvero prezioso; assisto allo spettacolo e anziché una serata piacevole mi porto a casa un’esperienza di cui parlerò il giorno dopo a lavoro, agli amici, al partner, che percorrerà i miei pensieri per qualche giorno a venire.

Poi c’è il terzo modo che si chiama:

===
Passo secondo: COLTIVA L’ANAGRAFICA
===
Qua entriamo a piè pari nel mondo della comunicazione. Questo passo in realtà vale sia quando sei di fronte a un donatore potenziale sia quando interagisci con un donatore effettivo. In entrambi i casi, tu che hai pochi soldi da investire, devi fare uno sforzo notevole di:

Così hai i feedback (di vario tipo), in caso contrario stai più o meno parlando a vanvera o comunque ti stai parlando addosso.

Tutto questo va infilato in ogni forma, tipo, canale di comunicazione che userai.

NOTA – Un modo di fare comunicazione che devi inserire nelle normali attività si chiama: prendere in mano il telefono e chiamare. Si, sappiamo tutti che è difficile o complicato per lo meno, ma coi miei clienti lo facciamo sempre perché, che tu lo voglia o no, usato nel modo giusto il telefono rompe le barriere e le distanze.

===
Passo terzo: CHIEDERE LA DONAZIONE
===

Se vuoi questa è la parte più facile (a parte per il caso delle richieste fatte di persona, faccia a faccia). Anche se stride con qualche punto di cui sopra (in particolare con “cortesia che di per sè non porta a nulla”, la realtà è che devi chiedere sempre (il che è fattibile nonostante ci sia questo apparente controsenso).

Qui ti devo ricordare rapidamente che nelle piccole organizzazioni come la tua:

il fundraising vero (= donazioni che entrano costantemente) si fa tutto offline

E online cosa si fa? Si accompagna il processo di fundraising offline, a suon di promemoria e di contenuti emotivamente coinvolgenti.

Quanto al “come chiedere”, bisogna fissare che:

Bene, per ora è tutto, ti ricordo che queste pillole sono un assaggio di quello che possiamo andare a scavare e tirare fuori durante una Consulenza Gratuita di 45′ Minuti.


COSA PUOI FARE PER RIDURRE AL MINIMO IL RISCHIO DI FARE UNA MOSSA SBAGLIATA E, AL CONTRARIO, PORTARE AL MASSIMO LA PROBABILITA’ DI FARE QUELLA GIUSTA PER PORTARE RISULTATI E VIGORE AL FUNDRAISING DELLA TUA PICCOLA ORGANIZZAZIONE?

Prenota la tua Consulenza Gratuita di 45′ riservata agli iscritti alla mailing list di Fundraising Km Zero!


Buona continuazione, buon fundraising

e avanti tutta!

– Riccardo –

Condividi generosamente su