Il lavoro di consulente per il fundraising è sempre nuovo, ma anche ripetitivo.

Ogni cliente è un caso nuovo, fare consulenza è un lavoro emozionante perché ogni volta hai un foglio bianco da riempire. Ma fino a un certo punto!

Il succo del lavoro è: definisci un piano coordinato di comunicazione e fundraising ed eseguilo assieme al fundraiser dell’organizzazione che stai seguendo.

Cosa va fatto, in pratica?

In tempi ragionevoli (3 mesi, non più di 6), bisogna arrivare a costruire un piano coordinato di:

E’ un gioco di incastri, perché devi riuscire, ogni volta a:

Per fortuna, in tutto questo la creatività viene dopo la programmazione e lo speciale dopo il tipico.

E allora come consulente sei più padrone della situazione.

Perché le campagne 5×1000 si fanno sempre in quel periodo, perché le “date forti” della piccola organizzazione di turno sono quelle e quindi in quelle date bisogna per forza realizzare un certo tipo di attività, perché è tipico dell'”anno del fundraising” che ci siano dei buchi per riprogrammare, perchè Natale è sempre Natale, perché le newsletter devono uscire 1 al mese, su Facebook ci sono giorni migliori e sono 3, perché il format di una DEM che funziona è sempre quello, perché i benedetti/maledetti pieghevoli per la raccolta fondi si fanno sempre in quella maniera lì, perché – stante il budget – sai già quante newsletter postali puoi spedire al massimo e che cosa conterrà ogni spedizione tenuto conto del periodo di uscita…

La sfida vera resta non spaventare il fundraiser dell’organizzazione cliente, perché quando metti tutto assieme, viene fuori davvero un pacco alto così di roba da fare!

La strumento di lavoro per eccellenza resta sempre il vecchio, buono e fedele Excel. Mai mettere in discussione i grandi classici!

Buon venerdì e

avanti tutta!

– Riccardo –

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