Fundraising online e crowdfunding: siti italiani per lanciare campagne di raccolta fondi

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Tu sei una delle migliaia di lettori che su Google cerca “crowdfunding” e trova questo articolo. Prima o dopo averlo letto, ti invito a leggere attentamente il post “Tutte le cazzate sul crowdfunding e come venirne fuori”

– Riccardo Friede –

Ma… aspetta!

Ho un’altra lettura da proporti: questa taglia la testa al toro, per sempre.

Dopo aver letto questo articolo… sayonara!

Basta con le dicerie, basta con le menate!

La tua piccola organizzazione in 3 mesi può raccogliere 5.000€ facendo una campagna di crowdfunding o personal fundraising A COSTO ZERO. Come?

Dicevo: leggi questo articolo! Leggilo bene e DOPO, solo DOPO torna qui a scegliere la piattaforma che fa per te? Ok? Bene! Allora

buona lettura di questo articolo obbligatorio per la tua piccola organizzazione che vuole tanto fare crowdfunding!

– Riccardo Friede (sempre io) –


banner online giving con scritto "così facile che anche un cavernicolo ce la può fare"

Come spesso accade, in queste cose il mondo anglosassone é avanti *** (ma poi leggi la nota a fine articolo!): cercando “online giving”, “give online”, “online fundraising” e via dicendo, la serp di Google restituisce una bella varietà di siti che permettono alle organizzazioni non profit di chiedere donazioni online e ai donatori di contribuire alle buone cause, a fronte di una commissione sulla transazione.

Caratteristica che rende il servizio ‘supporter friendly’: chiunque, previa registrazione, non solo e non tanto può fare la sua donazione, ma anche fare il “personal fundraiser”, insomma metterci la faccia e coinvolgere la propria rete di conoscenti in una minicampagna di raccolta fondi. Non solo chiedendo denaro, ma anche proponendo la firma di una petizione, l’adesione ad un appello…

Ma in Italia che servizi abbiamo per raccogliere donazioni online e fare i personal fundraiser?

In questo articolo trovi la lista di tutti quelli attivi ad oggi: la condivido con te perché se leggi FundraisingKmZero, allora molto probabilmente hai una buona causa da sostenere e avere degli strumenti a portata di mano é fondamentale! 😉 

Non tutti questi servizi permettono di fare personal fundraising; con altri invece puoi fare solo quello. C’è anche chi é più orientato al crowdfunding (che a mio modo di vedere praticamente coincide col fundraising, solo che la ‘buona causa’ in questo caso diventa un tuo progetto, che non per forza – anzi di solito non è così – é legato al settore non profit). Un fattore comune che mi pare fondamentale: sono servizi italiani in italiano, che può sembrare banale, ma la facilitazione linguistica é sicuramente una chiave di accessibilità e successo!

In spirito “wiki”, aiutami a tenere aggiornata e corretta questa lista! Qualcosa può essermi scappato, oppure potrà scapparmi. La cosa più rapida che puoi fare per colmare queste lacune é commentare questo articolo con qualcosa di acido, tipo: “Ehi, ma è mai possibile che ti sia scappato proprio [nome del sito]? Visita [www.dominio.it/com/net/eu] e fatti una cultura!“oppure “Sulle commissioni applicate da [nome del sito] l’hai sparata grossa. Guarda che funziona così…”.

E ora, eccoti la lista dei siti italiani coi quali puoi raccogliere donazioni per sostenere la buona causa della tua piccola o media organizzazione non profit! Evito giudizi criticoni, i “mi piace, non mi piace“, perché comunque sono strumenti che richiedono un certo rodaggio per apprezzarne tutte le potenzialità. Mi limito a un commento generale, poi sta a te smanettare un po’ e trovare quello che più fa al caso tuo.

  • Rete del Dono – www.retedeldono.it | Forse tra i primi nati, diretto, pulito, niente fronzoli. Si appoggia a PayPal: mi pare di capire (ma non ci metto la mano sul fuoco visto che non ho trovato indicazioni esplicite) che sia a commissioni zero. Puoi registrarti come organizzazione o come ‘network leader’, insomma promuovere raccolte fondi a favore di un’organizzazione non profit. Grafica un po’ retrò, ma bella la possibilità di scegliere il tipo di iniziativa tra “festeggia”, “commemora”, “celebra”.
  • Il Mio Dono – www.ilmiodono.it | Servizio di Unicredit, ci si registra solo come organizzazioni e solo se clienti Unicredit. Lo uso per lavoro, il vantaggio primario é che le commissioni per il donatore sono realmente pari a zero. Se doni 10€, arrivano 10€ puliti. Customer care ottimo, che sistema alcuni piccoli malfunzionamenti dovuti a dei bug di sistema (sic!). La veste grafica e le funzioni delle pagine sono decisamente buone.
  • ShinyNote – www.shinynote.com | Ti ci registri come organizzazione e promuovi la tua raccolta fondi, invece come persona fisica puoi donare o offrire il tuo tempo come volontario, nonché “abbracciare” le storie di altri. Il concept delle “buone storie” mi sembra molto bello, anche se forse nel complesso manca un po’ di immediatezza. Il corrispettivo in favore di ShinyNote è del  5% dell’importo delle donazioni raccolte dal progetto proposto. La community di iscritti é folta sia nel sito che in Facebook: buon segno! Vorrei poter dire di più, ma chiedo ai webmaster: perché (almeno a me) non funziona l’iscrizione con Facebook Connect e perché non mi arriva la mail di conferma di iscrizione??
  • Eppela – www.eppela.com | Di base é un servizio di crowdfunding, per cui dedicato a persone fisiche. Puoi raccogliere fondi per ogni tipo di progetto, creativo, business, no profit. Gli assegno la mia umile e modesta palma d’oro nella categoria “personal fundraising”, mi pare di gran lunga il servizio più completo per chi vuole farci del personal fundraising, quello più solido tecnologicamente e pure più bello da vedere, con elementi di infografica deliziosi e tutto social! 🙂
  • BuonaCausa – www.buonacausa.org | Puoi registrarti come organizzazione o come persona fisica e promuovere raccolte fondi, la firma di petizioni e fare ‘social-attivismo’, nel senso che é ben integrato con Facebook, Twitter ecc da usare come sponda per diffondere la tua iniziativa presso le tue reti sociali. Commissioni zero, si dona con carta di credito, PayPal (o bonifico bancario). C’è anche un widget brandizzato da incorporare nel proprio sito/blog o altro. Bel movimento di utenti e facilità di interazione! Palma d’oro nella categoria “pagine di organizzazioni” 😉 !
  • PayPal – www.paypal.com/it – Il nonno, và citato per forza. Puoi richiedere l’agevolazione delle commissioni previste per le onlus, così i donatori soffrono un po’ di meno (comunque si tratta sempre di 0,35€ + 1,4% su ogni transazione). Il pro é che é altamente personalizzabile e incorporabile nel sito della tua onp, a patto che tu sia abbia buone competenze informatiche o che abbia una buona spalla! Come noto, ci fai solo raccolta donazioni e qui sta a te decidere in che veste. Ovviamente la soluzione meno incasinata é come organizzazione.
  • Vita Donazioni – www.vita.it/donazioni | Anche il settimanale italiano del non profit ha il suo servizio di fundraising online. E’ sempre stato desolato e tutto sommato la cura che ci hanno dedicato non é molta. Ormai é datato per impatto grafico e anche come logiche (es: niente social network). Costa qualcosa, nello specifico €10 una tantum versate al momento dell’iscrizione, 3% di ogni donazioni online ricevuta (2% a coprire i costi bancari per la transazione online e per l’1% a coprire i costi sostenuti per il funzionamento del portale).
  • Etwoo – www.etwoo.com | Qui posso solo dirti “Seguilo e vediamo che succede!“. E’ ancora in fase di lancio, comunque sia Etwoo si propone non tanto come un intermediario per fundraising, ma sarà un “sito di aste di oggetti appartenuti a personaggi famosi del mondo dello spettacolo, artisti quotati ed emergenti. Il ricavato di tali aste sarà devoluto in beneficenza direttamente dall’aggiudicatario dell’asta alla associazione o alla causa che lo stesso predilige“. Interessante alternativa alle aste su eBay! Stiamo a vedere e buon lavoro!
  • Produzioni dal basso – www.produzionidalbasso.com (aggiornamento del 20.9.2011)| Grazie alla segnalazione di Alessandra Cianetti, scopriamo che il crowdfunding online in Italia (stando al footer del sito) si faceva già dal 2005!!! Il sito é molto ben realizzato, semplice, pulito e diretto. I progetti finanziati con successo sono già quasi 100, di importi variabili tra meno di 100€ a fino (sorpresa!) 20.000€. Il meccanismo di partecipazione ai progetti é l’inverso di quanto proposto da tutti i siti sopra: paghi solo quando viene raggiunto il numero di “prenotazioni” necessario a coprire tutta la spesa del progetto. Non c’è quindi un sistemato di pagamento integrato nel sito, le transazioni si svolgeranno secondo le modalità che chi propone il progetto manderà ai sostenitori una volta raggiunto l’obiettivo. Questo meccanismo forse può comportare un certo disimpegno da parte del sostenitore: nulla mi obbliga a mantenere fede alla mia promessa di sostegno, se non il mio senso di responsabilità!  Per questo mi sorge anche il dubbio che tra i progetti conclusi ce ne siano di effettivamente finanziati solo in parte. I webmaster possono fare luce su questo aspetto? In ogni caso, ottima iniziativa. Gratuita. E nel footer c’è pure il link alla versione iPhone/mobile!
  • Boomstarterwww.boomstarter.com (aggiornamento del 29.9.2011) | Stefano nei commenti ci segnala una nuova piattaforma made in Italy (ma localizzata anche in inglese: bella idea!) così fresca di pubblicazione che la prima e per ora unica campagna é proposta dallo staff! 8000€ per i costi di pubblicità e per creare un portafoglio che sarà utilizzato per aiutare i progetti ritenuti più meritevoli. Boomstarter é generalista ed sembra decisamente orientato allo start-up business e alla creatività. Manca la categoria non profit (il che, a ben vedere, può anche essere un elemento di differenziazione e posizionamento). La registrazione é pulita, navigazione semplice e diretta per andare dritti al sodo. Presentare progetti é rapido grazie a un form chiaro. BoomStarter trattiene il 4% sui progetti che raggiungono la quota fissata e il 9% sui progetti che non ce la fanno a raggiungere la quota richiesta. Commissioni PayPal a carico di chi propone il progetto. Alta trasparenza e completezza di tutti questi aspetti grazie alla pagina delle Faq. Facebook, Twitter e Google+ non sono implementati, ma nonostante questo, davvero un buon inizio!
  • IoDonowww.iodono.com (aggiornamento del 2.12.2011) | Max ci ricorda di una piattaforma di raccolta fondi online che era scappata alla lente di FundraisingKmZero. Si tratta di IoDono “il punto di riferimento del personal fundraising italiano” (così la tagline nell’header). IoDono propone di aprire delle pagine dedicate a progetti specifici proposti dalle organizzazioni non profit registrate (vedi ad esempio questa) e di legare il proprio nome a una campagna di fundraising in occasione del tuo compleanno, un battesimo, un matrimonio (liste nozze!), un evento sportivo, un anniversario, una commemorazione, una scommessa burlona… ottima la possibilità di scaricare il widget per ogni singola campagna da incorporare in siti e blog. E’ Facebook ready. Bella l’infografica che aggiorna sull’andamento della raccolta. Domanda agli amministratori di IoDono: la registrazione come organizzazione é limitata alle sole Onlus (ha senso per via delle agevolazioni fiscali, ma può essere un limite alla partecipazione)? Infine: “le vostre donazioni saranno trasferite alle Organizzazioni al netto del costo del servizio previsto da Iodono.com, che comprende la commissione di incasso“. Cioé, di che % e di che commissioni stiamo parlando? Help us to understand…
  • Kapipal – http://www.kapipal.com (aggiornamento del 25/2/2012) | Grazie a Sonia, ri-scopriamo uno dei “must” del crowdfunding e fundraising online: Kapipal, piattaforma di notorietà internazionale che ora è stata localizzata anche in italiano! Lanciare una campagna è semplicissimo, pulito e intuitivo. Tutto passa attraverso PayPal, per cui la sicurezza è massima (o almeno, dovrebbe!). Kapipal fornisce il servizio gratuitamente, quindi i soli costi aggiuntivi del servizio sono legati al fee di PayPal. Possibilità di assegnare un url personalizzato alla propria pagina e integrazione con Facebook, Twitter e Google +. Utilizzo il “Kapipal Manifesto”, che chiarisce le idee su cos’è il crowdfunding ben più di quanto non potrà mai fare questo articolo 🙂
  • Fund For Culturehttp://www.fundforculture.org (aggiornamento del 18/6/2012) | Fund For Culture è una piattaforma di crowdfunding specialistica per campagne di raccolte fondi in campo culturale, dove “cultura” fa coppia con arte, archeologia, letteratura, teatro, musica e cinema.   Nata dalla creatività dei giovani Adriana Scuotto e Antonio Scarpati, Fund For Culture ha già guadagnato l’attenzione di alcuni opinion leader e ora… aspettiamo di vedere come funziona! Ad oggi infatti è possibile interagire con FFC solo in tre modi: iscrivendosi come organizzazione, come iscrivendosi come donatore o diventando socio dell’Associazione Fund For Culture. Ma la piattaforma di crowdfunding vera e propria, con progetti, avanzamento raccolta, etc etc ancora non c’è (oppure c’è ma non si vede?). Restiamo in trepida attesa!
  • Ulule – it.ulule.com (aggiornamento del 18/6/2012) | Direttamente da Parigi, Ulule é una bella piattaforma di crowdfunding – MOLTO simile ad Eppela – localizzata in italiano, quindi la annoveriamo tra gli strumenti di raccolta fondi online masticabili anche da noi italioti. Ulule è generalista: le categorie dei progetti vanno dal fumetto alla solidarietà e dalla politica alla moda, mescolando tutti i progetti creati su base globale. Una community molto estesa (oltre 28.000 “Mi piace” su Fb 2500 follow su Twitter) può essere un fattore di vantaggio competitivo non da poco, a patto di saper gestire le comunicazioni in almeno un paio di lingue! Del resto, le idee non hanno nazionalità… Dal lato pagamenti e integrazione sociale nessuna novità rispetto al – di nuovo! – similissimo Eppela.
  • AstaTosta – www.astatosta.org (aggiornamento del 18/6/2012) | Non è proprio crowdfunding, ma è divertente, ben costruito e italiano. Per cui, dedichiamogli pure qualche riga! AstaTosta é una piattaforma dedicata alle aste online, con questo criterio: tu (privato o azienda) metti in asta un bene o un servizio e scegli quale parte dell’incasso devolvere a un progetto di utilità sociale. I progetti presentati vengono selezionati dalla community di ReteTosta e poi approvati o meno da un comitato etico coi controbaffi (Roberto Randazzo – professore SDA Bocconi e avvocato nell’area del non profit, Giorgio Fiorentini – Direttore del Master in Management delle aziende cooperative e imprese sociali non profit – SDA Bocconi, Francesca Mineo – fondatrice e responsabile di IFC Italia – International Fundraising Consultancy). Lo trovo ben fatto perché l’idea è semplice e originale, copre un vuoto del panorama, ha carattere e utilizza il web come luogo di incontro ma promuove conoscenza e interazione tra utenti offline (e qui consiglio di visitare il sito di ReteTosta per scoprire cos’è e farsi stuzzicare da GitaTosta…). Mi piace! 🙂

Un consiglio/richiesta/indicazione per tutti coloro che gestiscono questi servizi: siate chiari sulle commissioni dovute, siate esemplificativi! Quali sono le trattenute sulle donazioni? A fisso o a percentuale, oppure misto? Ditemi quanto arriva effettivamente alle organizzazioni dei 10€ che voglio donare! Mettetelo un link in evidenza nella home o poco dopo, doverlo andare e cercare nel pdf linkato nella sotto sotto pagina accessibile solo dal footer non aiuta affatto!

Bene, quel che potevo dire l’ho detto. Ora tocca a te…

Stai già usando uno o più di questi servizi? Quale ti sembra il migliore e quale invece deve ancora crescere ma promette bene? Hai ottenuto buoni risultati di raccolta? E se non li stai usando, magari é perché non ti sembra ancora ora di affidarsi al web per fare fundraising?

Discutiamone nei commenti!

*** PS: a essere onesti 🙂 , anche qui in patria troviamo cose molto “avanti”: il caso di scuola é Cesviamo, che permette a tutti di sostenere i progetti di Cesvi rendendosi protagonisti di scommesse. I tuoi amici ti aiutano a raggiungere la cifra su cui hai scommesso? Allora dovrai onorare la scommessa e documentare (particolarmente divertente se metti in palio i tuoi baffoni curati con dovizia per 30 anni, quando metti in palio una passeggiata in centro a Milano coperto solo da boxer e pinne…). Molto molto molto bello e ovviamente una soluzione “in house” abbordabile solo da grandi organizzazioni con budget davvero importanti e voglia di sperimentare, ma qui il punto é: come puoi tu fare qualcosa di simile per la tua piccola o media organizzazione non profit?
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83 commenti su “Fundraising online e crowdfunding: siti italiani per lanciare campagne di raccolta fondi”

  1. Riccardo, il tuo post è UTILISSIMO!!! Io conoscevo PayPal, ShinyNote e Unicredit, e mi hai aperto una finestra sul resto. Ottimo lavoro!

    • Bene Simona, mi fa proprio piacere sapere che questa lista ti torna utile! Come ti trovi coi servizi che hai citato? Dicci un po' le tue impressioni…

  2. Ciao Riccardo.

    Ottimo post… Mannaggia, mi hai preceduto 🙂 È da un po' che mi ronzava in testa di fare un'analisi di questo tipo ma purtroppo il tempo è sempre poco e ora il mio blog è ko (non so cosa è successo ma ho dovuto cancellare tutto… e non avevo il back-up. Sbagliando si impara).

    Ormai il crowdfunding sta diventando una "moda" molto diffusa in tutti gli ambiti (dalla cultura alle idee tecnologiche e fortunatamente anche per i progetti del nonprofit) ma in effetti quale è il potenziale reale? Parlavi di Cesviamo (ora sarò un po' di parte, lavorando al Cesvi), secondo me è un'idea geniale e molto ben realizzata però non riesce a decollare come ci si aspetterebbe. Perché? Il punto critico è la capacità, prima di tutto, della piattaforma e poi degli internauti di generare viralità attraverso i propri network. Ed è proprio questo che purtroppo ancora manca in Italia: le persone sono tutte a dire "che bella idea" però non sono in grado poi di attivare il proprio network. Che poi pensandoci bene è paradossale perché i video "demenziali" o semplicemente strani che girano per la rete sono in grado di catalizzare milioni di viste in poche ore (e che è l'idea su cui si basa Cesviamo).

    Purtroppo abbiamo ancora un bel po' da lavorare e soprattutto le onp dovrebbero impegnarsi maggiormente nella diffusione di questi mezzi e farli diventare "familiari" per gli internauti.

    Buone vacanze!

    Davide

    • Ciao Davide, anche a mia impressione l'Italia soffre di un certa disattenzione per le effettive potenzialità della rete e la stragrande maggioranza degli internauti (almeno da quanto si può "leggere" da una bacheca Facebook, per esempio) é ben più presa da un uso sia egoista (leggo, utilizzo, ma contribuisco poco = non commento, non condivido, non genero feedback) che modaiolo/curioso/superficiale (es. mi iscrivo a GooglePlus e non lo uso proprio, ma "devo" farlo perché molti lo stanno facendo, perché se ne parla tanto…) dei mezzi a disposizione. Certo allora che succede quel che dici tu: di fronte a quell'ottimo prodotto che é Cesviamo molti arrivano, guardano, pensano "Che bella idea" e passano alla pagina successiva (ma c'è anche da dire che essendo Cesviamo ovviamente dedicato esclusivamente alla buona causa di Cesvi, la viralità è in qualche modo ostacolata dal fatto che la condivisione della mission da parte dell'utente deve essere alta, oppure ne parlerà solo l'appassionato di innovazione, social media e via dicendo… insomma, il pubblico genuinamente interessato non è poi così vasto). Poi, sui video demenziali, mia personale opinione é che buona parte delle volte siano "biglietti da visita" di agenzie di webmarketing e seo camuffati da successi per caso… grazie del tuo intervento Davide, interessante e approfondito come sempre! Buona avventura in Cesvi, assieme farete sicuramente ottime cose…

  3. Scusate tutti, ho notato che anziché "crowDfunding" avevo riempito l'articolo di "croWfunding" …per una "D" chissà quante visite andate perse! ;| Mi scusi anche e soprattuto chi se ne occupa con passione!

  4. Ciao Riccardo,

    innanzitutto grazie per la recensione di ShinyNote!

    Per quanto riguarda la registrazione con Facebook Connect e l'email di conferma di iscrizione ci dispiace per il disguido ma era un problema temporaneo, abbiamo verificato e funziona, ad ogni modo grazie per la segnalazione.

    Per quanto riguarda la chiarezza sulle commissioni ShinyNote ritengo sia la più trasparente e immediata, appena si inserisce l'importo della donazione vengono date le cifre in euro: commissione di ShinyNote (5% sulla donazione), Importo donato alla Storia, Importo finale donazione. Si può donare (quindi accedere a queste informazioni) senza essere registrati.

    Vorresti poter dire di più?! 🙂 Io sono a disposizione per qualsiasi approfondimento, tuo e di chi vuole conoscere meglio ShinyNote: giulia.barbieri@shinynote.com

    Nei prossimi mesi ci saranno importanti novità.. continuaci a seguire!

    Buon viaggio in India! A presto,

    Giulia

    • Ciao Giulia, perdona il ritardo con cui ti rispondo!

      Grazie delle tue segnalazioni sui servizi e condizioni di ShinyNote, integrazioni decisamente importanti! Complimenti comunque e sempre per quanto state facendo, la promozione della cultura della donazione passa anche per gli strumenti a disposizione! Un saluto, buon lavoro e restiamo in contatto!

    • Wow, grazie infinite Alessandra! Questo proprio me l'ero perso… e guarda un po', è addirittura attivo dal 2005!!! Lo aggiungo subito alla lista! Facciamola crescere questa lista! 😉

  5. Grazie per questo articolo, stavo cercando siti italiani che mi permettessero di raccogliere soldi da poi donare al 100% all'associazione che voglio supportare durante il mio giro del mondo.

    Adesso guardo bene tutti questi siti ma se te garantisci che sono seri allora mi posso affidare più a cuor leggero

    Grazie ancora

  6. Ciao Riccardo, avrei un piccola curiosità che forse tu puoi soddisfare… Nel caso di un sito di crowdfunding che trattiene il 5% delle donazioni, come funziona in Italia a livello legale? Insomma, come bisogna impostare il sito (o la società che c'è dietro) e quali autorizzazioni sono necessarie affinchè si possa permettere agli utenti di donare del denaro ad altri utenti trattenendone una percentuale? Grazie mille e buon lavoro!

    • Proverò a risponderti in una decina di giorni… intanto una buona idea può essere contattare i webmaster dei siti di cui sopra. La trasparenza é un obbligo! 😉

  7. Caro Riccardo, mi piace il tuo blog!

    Ho testato da poco Produzioni dal Basso <a href="http://(http://www.produzionidalbasso.com/pdb_688.html” target=”_blank”>(http://www.produzionidalbasso.com/pdb_688.html ) con ottimi risultati, abbiamo lanciato ad Agosto (in ritardo mondiale ed ero quasi tentato di perdere l'occasione) ma abbiamo quasi raggiunto i 2000€ necessari per la costruzione di uno spalto per poter vedere comodamente seduti gli spettacoli di strada internazionali del Festival Tutti Matti per Colorno.

    Ha una buona capacità di generare buzz perché fornisce widget da applicare al proprio sito, ha un bello spazio commenti dedicato al progetto ed è integrato coi social network più usati.

    E a proposito della funzione di comunicazione del fundraising, proprio per il "nuovo" fenomeno crowdfunding il Festival ha giovato di un'esposizione maggiore sui media.

    Lo Spalto Matto l'abbiamo realizzato lo stesso anticipando il budget (se andate a vedere ora troverete una presentazione diversa dalla call to action prefestival).

    Tra qualche giorno chiudiamo e vi farò sapere quale percentuale delle "promises of action" diventeranno un sostegno effettivo.

    Mi aspetto che ci sia una percentuale fisiologica di defezioni ma il risvolto positivo è che anche una promessa non mantenuta ha contribuito a creare passaparola, intorno al festival (che per inciso è andato molto bene).

    Alla prossima!

    • Ciao Fabio, grazie per il tuo ottimo contributo alla discussione! In effetti ricorrere al crowdfunding oggi permette anche di sfruttare la "leva dell'attenzione" data dalla forte curiosità che c'è intorno ad esso. I (buoni) progetti che in questo periodo si lanciano nell'arena del crowdfunding hanno un certo vantaggio competitivo sugli altri, che però credo destinato a venire meno una volta che il fenomeno sarà inflazionato. L'importante sarà saper proporre e comunicare belle campagne su bei progetti (e qui penso che Eppela, Rete del Dono, ShinyNote e tutti gli altri in prospettiva dovranno darsi da fare dal lato della selezione, suggerendo come migliorare certe proposte o anche cassando quelle che aumentano i numeri ma abbassano la qualità generale – il che avrebbe oltretutto una funzione "educativa"!), di modo che il crowdfunding e le piattaforme che lo rendono praticabile si rafforzino come casi di buone pratiche di successo, anzichè buone intenzioni di cui a un certo punto si fa fatica a cogliere l'utilità (es: Vita Donazioni).

  8. Tra l'altro <a href="http://www.iodono.com” target=”_blank”>www.iodono.com mi risulta essere stato il primo sito del genere, dove, con l'associazione di cui faccio parte, abbiamo dato vita a numerosi progetti e iniziative, come ad esempio la partecipazione solidale alla Milano Marathon. Veramente un'ottima opportunità..

    • Ciao Max (credo che tu sia anche il "Massimiliano" di un commento precedente, giusto?). Grazie mille della segnalazione, che mi ha fatto ricordare che IoDono mi era scappato, benché ce l'avessi mentalmente in lista… Appena ho 10 minuti lo aggiungo alla lista e commento un po'. TI chiedo anche una cortesia, se sei dietro al portale, senza imbarazzi, dillo pure perché é importante sapere con chi parlare per approfondimenti! Grazie del contributo e a presto!

  9. ciao,

    so che questa lista (utilissima!grazie mille!) si concentra su siti dedicati al fundraising in Italia, ma vorrei segnalare kapipal.com, che mi sembra interessante in quanto attivo in diversi contesti geografici, con possibiità di accedere al sito nella propria lingua e con la propria valuta (vedi per es al lin khttps://www.kapipal.com/new)

    A una prima lettura, un punto di forza mi sembra che ai finanziatori non sia necessariamente richiesto un account paypal (cosa che, per chi è poco propenso agli acquisti online, potrebbe forse costituire un passaggio demotivante?), ma si possa donare direttamente con la carta di credito.

    Mi chiedevo se qualcuno di voi lo conoscesse, e sapesse darmi un parere sul funzionamento.

    Grazie mille e buon lavoro a tutti!

    • Credo proprio che lo aggiungerò al nostro wiki. Grande spirito di osservazione Sonia! Dammi qualche giorno, ci do una guardata e poi lo propongo in lista… grazie mille del tuo contributo! Buon lavoro a te!

  10. Ciao Riccardo,

    Intanto grazie per il tuo articolo, non avevo conoscenza di questi siti italiani di crowdfunding.

    Volevo suggerirti di dare un occhiata a http://www.anaxago.com, una nuova piattaforma do crowdfunding, dove l'intenzione é quella di mettere in contatto aziende innovative, che portano un valore aggiunto all economia, in cerca di fondi, con persone che non vogliono semplicemente investire ma partecipare attivamente e dare il loro contributo nella crescita del azienda.

    Il sito sara presto disponibile anche in italiano.

    Grazie ancora per il tuo articolo.

    Anaxago Team

    • Mi pare interessantissimo Gjergj, grazie davvero della segnalazione. Anche il non profit deve imparare a fare impresa, sociale o meno. Anzi, per quanto io lavori nel settore, credo che questo settore abbia bisogno di guardare orizzonti nuovi e "distanti": un esempio su tutti, l'impresa low-profit! E chissà che Anaxago con le sue novità non dia stimolo per pensare a nuove formule di imprenditoria sociale! Grazie ancora, quando sarà pronta la traduzione farò sicuramente una recensione! Un saluto!

  11. Bellissimo articolo. Volevo anch’ io parlarvi di kapipal, già segnalato da Sonia. E’ multi-lingue e multi-valute e, a differenza della maggior parte degli altri siti, permette (volendo) di non indicare una cifra da raggiungere e una data di scadenza per il progetto. Le donazioni sono gestite direttamente da Paypal. L’ ho usato per proporre il mio progetto ( http://www.kapipal.com/webradiointernaz – tuttora attivo), creato insieme ad alcuni amici e mi sembra molto facile da usare.

  12. Grazie per tutti i suggerimenti! Io ho parlato con quelli di Iodono e al telefono mi hanno detto che prendono il 5%+IVA di ogni commissione più i costi di cartasi.

    Quindi ogni mese fanno un bonifico alla Onlus pari all’importo raccolto, meno il 9% complessivo (5%+Iva più commissioni cartasi) che lo trattengono direttamente

  13. Ciao Riccardo, ho utilizzato produzioni dal basso.com per varie iniziative ed e’ sempre andato bene…
    E’ vero che chi prenota non e’ detto che poi lo faccia
    E’ vero che anche se il porgetto e’ approvato non saprai mai se e’ stato finanziato al 100%

    E proprio per questo il sito non prende nemmeno un euro per nessun progetto

    E’ la vera filosofia popolare, io a iuto te che magari tu poi aiuti me!!!

    Ho visto gli altri siti che avete proposto alcuni sono carini e credo abbaino un ottimo potenziale, altri li vedo un po’ come specchietti per le allodole, ma e’ solo un mio pensiero personale!!!
    Io non ho soldi, ma sono un esperto del campo e ho anche una mia webradio… Se tis erve una mano, un chiarimento o altro scrivimi!!!

    • Ciao Simone, interessantissimi tutti i tuoi spunti. In effetti PDB parte da uno spirito quasi “anarchico”, in cui l’unico elemento di certezza è dato dalla fiducia tra gli utenti. Rispetto alle altre piattaforme PDB garantisce le commissioni 0, ma non garantisce altro (uno su tutti, la certezza dei pagamenti a risultato raggiunto!); secondo me uno strumento valido, coi suoi contro. Ma va bene così! Interessantissima anche la web radio e la tua esperienza… dobbiamo parlarne! Grazie!

  14. Io sto cercando proprio un sito di crowdfunding italiano e mi sono imbattuto in Eppela, Kapipal e Produzioni dal Basso… oltre a essere poco frequentati (tant’è che i progetti che hanno raccolto il 100% si contano sulle dita di una mano) mi pare che siano fatti pure malino (su, mi pare, Eppela bisogna addirittura registrarsi per poter donare… assurdo). Inoltre non c’è una gran chiarezza per chi non ha nemmeno un account ebay come me… non me ne intendo di queste cose e sono stato assolutamente scoraggiato. Andrei tutta la vita su kickstarter se solo fosse possibile… in Italia non saprei proprio a chi affidarmi.

    Finché lo scenario è questo dubito si otterranno risultati.
    Christian.

    • Ciao Christian, mai paura! Mettiamola così: aprire un account PayPal può essere un piccolo sforzo di fronte ai benefici che ne possono derivare. Neppure io conoscevo tutta una serie di strumenti finché non ne ho avuto bisogno, ma lo “studio” è valso ben la pena! Ad ogni modo: 1) PayPal è scomodo in fase di registrazione, ma è un “male” necessario a tenerti sicuro durante le transazioni online. Diciamo che è più sicuro di lasciare i dati della tua carta di credito o prepagata direttamente su un qualsiasi sito. 2) la registrazione serve a fini di marketing per le piattaforme, ma sopratutto a mio modo di vedere per permettere una maggiore interazione tra chi sostiene i progetti e chi li propone: cosa ne sarebbe del coinvolgimento se chi chiede sostegno poi non potesse più aggiornare chi lo da?
      La soluzione più easy sotto tutti questi aspetti è ProduzioniDalBasso: chi propone e chi sostiene decide in che modo fare i versamenti (non per forza PayPal) e la piattaforma funziona da luogo di comunicazione. Ma, allo stesso tempo, non integra naturalmente il pagamento online. Pro e contro derivanti da un approccio differente.
      Facci sapere qual è il tuo progetto nel cassetto, magari possiamo capire assieme come promuoverlo! Un saluto e grazie!

  15. Ciao a tutti, poiché lavoro per Eppela mi sento in dovere d intervenire e rispondere su alcuni punti.

    L'uso di paypal è funzionale al crowdfunding, è uno dei pochi sistemi che ti permette di donare virtualmente dei soldi e di rendere effettiva la transazione solo nel momento in cui il finanziamento richiesto viene raggiunto. Comunque stiamo lavorando per rendere più semplice la procedure di donazione.

    L'iscrizione al sito serve per mettere in contatto gli utenti tra loro; iscrivendomi posso dare dei suggerimenti a un utente che ha proposto il suo progetto. Tutte le community prevedono un'iscrizione (anche per commentare su questo blog devo registrarmi).

    Kickstarter, mi pare, che applichi più o meno le stesse modalità: iscrizione al sito e donazione di denaro.

    Per altre domande sulla piattaforma non esitate a chiedere

  16. Ciao Riccardo, complimenti per il tuo lavoro di ricerca, davvero molto utile!

    Parlando di nuovi modelli di crowdfunding, sono contenta di poterti presentare la piattaforma che stiamo lanciando, Starteed.com, un modello innovativo reward – based. Su Starteed, chiunque abbia un’idea e in qualunque settore, può trovare i finanziamenti, realizzare il proprio progetto e mettere in vendita il proprio prodotto sullo shop online integrato.

    Anche noi di Starteed crediamo che un notevole contributo alla realizzazione dei progetti sia dato dalla Community e proprio per questo siamo il primo sito di crowdfunding che stimola i Supporter a dare il meglio per il successo dei progetti, offrendo loro in cambio un ambiente creativo in cui divertirsi e la possibilità di convertire in denaro l’Influence esercitata su ogni progetto attraverso svariate attività.

    A fine settembre saremo online con la versione anche in Italiano e con i primi progetti. Intanto segnalo a tutti gli ideatori e innovatori che i primi progetti presentati entro ottobre parteciperanno al Seed Contest con in palio 5.000 euro in palio per i migliori!

    Caro Riccardo, aspettiamo di sapere cosa ne pensi!

    Buon lavoro e a presto!

  17. Buongiorno,

    Mi chiedevo se c'era qualcosa di simile a http://www.lendwithcare.org per finanziare progetti di microimprenditoriali in Italia.

    So che c'è Smartika, ma si deve avere un conto corrente, applicare un interesse, ecc.

    Io invece mi chiedevo se c'era un sistema per prestare direttamente a micro imprenditori locali che magari hanno bisogno di un po' di soldi per ripartire, ma nessuno gli fa credito… non sarebbe una donazione perchè poi i soldi verrebbero restituiti.

    Mi sembra che in tutte queste piattaforme di crowdfunding i soldi poi non vengano restituiti giusto?

    Saluti,

    Francesca

    • Ciao Francesca, é esatto: il crowdfunding è pensato come forma di sostegno a fondo perduto. Quel che torna indietro al contributore al massimo è una ricompensa definita in base al range in cui si colloca la donazione (più contribuisci, maggiore sarà la ricompensa).
      Quel che descrivi tu è il "social lending", che personalmente conosco come fenomeno di cui si parla da un bel po', le esperienze in Internet che conosco sono quella che conosci tu, cioè Smartkia, poi http://www.boober.it e http://www.prestiamoci.it Non ho mai provato nessuno di questi.
      In materia di microcredito, però in fase di start-up e "offline" ci sono alcune esperienze italiane, anche se su target molto precisi e non tra persone: mi vengono in mente PerMicro per la microimprenditoria di persone svantaggiate nell'accesso al credito, H-Farm come angel investor e incubatore di imprese digitali, ma pure il fondo di solidarietà Caritas per microprogetti di persone socialmente deboli.
      In territori ibridi c'è Terzo Valore di Banca Prossima, rivolto solo a progetti sociali, in cui il meccanismo é simile a quello di un prestito sociale a una cooperativa, per cui le persone prestano all'ente non profit di turno con tanto di interessi (modesti) di rientro.
      Tu ti occupi di social lending e prestiti sociali? Facci sapere, è molto interessante!
      Grazie del tuo intervento intanto!

  18. quanto sono sicuri questi siti. Ovvero io metto su un progetto, per raccogliere fondi, da quanto ho capito in alcuni siti se non raggiungi la somma prestabilita nel tempo prestabilito le donazioni tornano indietro. E se così non fosse??? E se invece di tornare indietro venissero incamerate dalla piattaforma comunicando che magari sono stati inviati al promotore. Che controllo hanno i donatori e/o i promotori sulla gestione delle donazioni. Scusate non voglio offendere nessuno, ma al giorno d'oggi si sente di tutto e di più 🙁

    • Io dico: fidati. Posso assicurarti che i gestori dei servizi sono persone molto disponibili e rapide nel rispondere, aria di fregature non ce n'è. Anzi, ti invito a contattarli direttamente se hai intenzione di far partire una tua iniziativa, vedrai che si creerà un rapporto professionale e trasparente. Poi, se questo non ti basta e vuoi sapere come effettivamente puoi controllare cosa succede alle tue donazioni minuto per minuto, francamente non saprei cosa risponderti. Ma i gestori dei vari servizi di crowdfunding magari possono dirci come garantiscono la corretta raccolta, conservazione e poi versamento delle donazioni… aspettiamo vostre risposte su questo post!
      Grazie Giulio!

  19. Buonasera Riccardo.

    Molto brevemente, sarei felice di ricevere un tuo parere da esperto di crowdfunding e fundraising online riguardo un progetto al quale sto cercando di dare vita: donordonee.eu.

    La landing page, descrittiva del servizio, è ancora un pò "ostica", ma presto la renderemo più chiara.

    Grazie.

      • Buongiorno, vorrei un consiglio, se possibile, da voi. Ho ereditato da mio padre un locale attualmente chiuso e da ristrutturare. Mi servirebbero 30000 euro per poterlo mettere in funzione. Precisando che il locale si trova a Pantelleria, che è un locale già in possesso di licenza di pubblico spettacolo e già con un ex clientela. Il motivo per cui è chiuso è dovuto ad una truffa da me subita, che ha portato ad un processo di 3 anni e ad un dispendio di energia e denaro che non potrò recuperare dato che il truffatore era srl senza capitale. Purtroppo, 6 anni fa mio padre era gravemente ammalato e per questo abbiamo deciso di dare il locale in gestione. Adesso ho tante idee vincenti, ma non ho il capitale per realizzarlo, come posso impostare un eventuale raccolta fondi e su quali siti? Potrei premiare chi decide di aiutarmi in vari modi, soprattutto tenendolo informato sul procedere del progetto ed ospitandolo nel locale come ospite d'onore. Aprire il locale significherebbe: nuovi posti di lavoro, Promozione socioculturale, artigianato, homeschooling diurna metodo Waldorf, bar esclusivamente bio, piccolo parco giochi bambini… Che rabbia vedere un così bel posto e non riuscire ad aprirlo alla comunità per solo 30000 euro…basterebbero 15000 persone che donano 2 euro per realizzare un sogno che non vuole essere solo personale, ma che vuole offrire tanto in fatto di eventi e cultura. Sono in mio possesso tutti i documenti che descrivono il locale, potrei fare filmati e fotografie attuali e postare quelle storiche. Posso avere più di un personaggio famoso che attestano la mia onestà, oltre che amici e conoscenti che mi conoscono. Ho cercato di essere il più breve possibile, spero di ricevere vostri consigli e sono pronta e rispondere ad eventuali domande.

        Alice

        • Buongiorno Alice, se "bastasse" che 15000 persone donassero 2€ per finanziare un bel progetto personale, allora ci sarebbero centinaia di progetti di crowdfunding lanciati e pienamente finanziati e ora l'Italia sarebbe la punta di diamante mondiale dell'autoimprenditorialità. Invece questo fatto non si verifica perché la logica 2€x15000 non funziona in nessun modo, ma molti credono di si. Che tu raccolga fondi per un'organizzazione non profit o per un tuo progetto, la logica vincente é di cercare somme differenti su target differenti. Il discorso é molto ampio ma, fatalità, è l'argomento del mio prossimo post su questo blog.
          A ogni modo, posso dirti che una piattaforma vale l'altra (scegli tra Eppela, Shinynote, Kapipal o anche ProduzioniDalBasso per l'Italia) perché al di là della tecnica dietro ci vuole un progetto che sia credibile, un po' di faccia tosta da metterci sopra e una grande pianificazione alle spalle. Non aspettarti che i soldi arrivino dal web comunque, si tratta pur sempre di "collette" (banalizzo un po', ok!) e in Italia dei trasferimenti di denaro via web non ci si fida ancora un granchè.
          A ogni modo, trovare 30.000€ per un progetto di questo tipo comunque non é cosa da poco. Secondo me anzi, è ben più facile trovarli per una causa sociale "standard" che non per questo, anche se un progetto come il tuo potrebbe avere una ricaduta economica vera e propria. Io credo che nel tuo caso, se il tuo progetto ha i numeri, potresti provare a sentire cosa ti dicono quelli di http://www.permicro.it riguardo ai finanziamenti alla microimpresa o cercare presso la Camera di Commercio della tua Provincia opportunità di finanziamento. Tra l'altro, numerosi enti profit e enti locali in questo periodo stanno lanciando bandi di concorso per idee e progetti di autoimprenditorialità e creatività che "spaccano". Se credi che il tuo abbia le qualità che servono, prova a fare un po' di ricerca e a preparare la tua proposta.
          Che dici? So che non risolve la tua situazione, ma magari ti può essere di spunto, almeno spero! Fammi sapere e facci sapere, grazie mille!

      • Sai dirmi niente, invece, per ricerca di FINANZIAMENTI, remunerati, anche con forme di partecipazione, per progetti imprenditoriali NON micro?

        Grazie.

        • Ciao Sandro, qui parliamo di raccolta fondi per le piccole organizzazioni non profit, ma devo dire che nei piani c'è anche qualche virata verso il profit e l'autoimprenditorialità. Il bene proprio e altrui si può fare in tanti modi. Quanto alle ai finanziamenti per progetti d'impresa non micro, dovrei rimandarti a terzi, davvero non sono competente. Posso dirti solo che mi scorro spesso le opportunità di finanziamento europeo per aggregati d'impresa anche per sviluppo solo nazionale e lì ci sono i milioni di € che servono per pensare in grande. I finanziamenti europei sono una disciplina a sè, se già non lo conosci posso consigliarti di cercare l'Eurosportello della tua regione e seguirne l'attività, qualcosa di interessante lo sentirai sicuramente. Un saluto e grazie molte di esssere passato di qui!

  20. Buonasera, innanzitutto vi ringrazio per tutte le informazioni che avete condiviso sul fundraising e crowdfunding. Potreste darmi qualche informazione anche sull'aspetto fiscale che investe la persona che riceve i fondi? Mi spiego meglio; siamo un gruppo di appassionati che stanno realizzando un cortometraggio con valenza educativa e sociale ma non siamo un'associazione, né un'organizzazione no-profit. Possiamo comunque presentare il nostro progetto ad un sito per raccogliere dei fondi e realizzarlo? Se si, la persona referente del progetto come si comporta fiscalmente se ha anche un'azienda? E se i fondi vengono raccolti all'estero e successivamente trasferiti in Italia? Ci sono formalità da assolvere?

    Vi ringrazio per la vostra risposta e vi segnalo anche Indiegogo.com . Me ne ha parlato un'amica statunitense e sembra veramente essere un sito molto frequentato. Cristina

    • Buongiorno Cristina, perché tanto tempo per rispondere? Perché fai una domanda puntuale che non ha risposta altrettanto puntuale.
      Ho chiesto lumi ai "master" del crowdfunding in Italia, i ragazzi di http://www.eppela.com Questa la loro risposta:

      In casi come questo, il consiglio che diamo è di fare le valutazioni del caso con il proprio commercialista, che conosce bene la situazione del potenziale progettista. Una risposta affrettata rischia di portare fuori strada e creare problemi successivi.
      È importante consultarsi coi propri referenti (commercialista et similia) ancora prima di lanciare un progetto, e soprattutto (nel nostro caso) prima di associare il proprio conto Paypal al progetto, poiché la variazione dell'intestazione può essere complicata, oltre che non sempre possibile.
      Abbiamo in preparazione dei materiali di riferimento su questi argomenti, che condivideremo non appena saranno pronti.
      La questione non è semplice, quindi non posso darti una risposta esaustiva che valga per tutte le possibili configurazioni, né per questo particolare caso. E sarà difficile averne una per tutte le configurazioni (ragioni sociali, regimi fiscali) possibili nel nostro ordinamento, in attesa di una regolamentazione del settore che auspichiamo fortemente.

      Sarebbe bello avere la risposta nel cassetto, ma per ora dobbiamo limitarci a questo. Sicuramente un discrimine lo fa la forma giuridica e la finalità della raccolta: in mancanza di normative specifiche, per una persona fisica io credo che le "entrate da crowdfuding" andrebbero considerate o come reddito (con relative imposte) o come donazione tra persone fisiche (sempre con relative imposte). Come determinare quando è uno o l'altro caso? Mi sa che neanche l'AAEE ha una risposta. Quanto ai trasferimenti dall'estero, applicherei gli stessi principi di sopra, stanti le normative fiscali vigenti nei paesi interessati, cui sommare i costi di trasferimento bancario.

      Se scoprite qualcosa o ricevete interpretazioni interessanti, fatecelo sapere! Grazie mille

  21. Grazie mille per l'interessantissimo post Riccardo e per tutto il lavoro di aggiornamento dei contenuti.

    Ho un dubbio banale riguardo l'utilizzo di PayPal, così rilevante per l'attività del crowdfunding.

    Vedo che dovrei registrare l'organizzazione come conto Business selezionando organizzazione senza fini di lucro e categoria No profit.

    Nella sezione specifica trovo anche il pdf da scaricare che mi spiega il funzionamento https://cms.paypal.com/cms_content/IT/it_IT/files

    Mi chiedevo se tutto questo fosse valido solo per le Onlus. Se la mia organizzazione non è Onlus ho un servizio diverso da parte di PayPal?

    Dal momento che si parla di Crowdfunding vi segnalo l'e-book di Crowdfuture scaricabile gratuitamente http://blog.crowdfuture.net/post/41105532783/lebo

    Grazie ancora,

    elisa

    • Ciao Elisa, scusa il ritardo epico. Per fortuna qui si lavora un sacco!
      Allora, quanto a PayPal: quando attivo il servizio per qualche cliente, l'ostacolo è sempre in effetti l'essere Onlus. Quindi, se hai l'atto di iscrizione al registro passi, altrimenti niente da fare. Per enti non onlus, si va alle commissioni standard. Grazie della tua utilissima segnalazione di e-book! Letto e gustato! 🙂
      Un salutone, a presto!

  22. Inizierò con un complimento, perchè l'articolo è davvero utile.

    Poi però mi tocca avanzare una domanda (che è una richiesta d'aiuto!): come può un'istituzione pubblica fare crowdfunding? Quali piattaforme può usare?

    Vorrei portare avanti una campagna di crowdfunding per un'iniziativa culturale promossa dall'assessorato alla cultura di un Comune italiano, come posso fare?

    • Grazie Valentina, anche per la pazienza di aspettare questa risposta…! Un istituzione pubblica può fare crowdfunding? Si, può farlo. Ma il punto non è il tipo di piattaforma. Giro la domanda: un'istituzione pubblica è in grado di fare crowdfunding? Ha creato negli anni le condizioni per fare raccolta di donazioni da privati? Quali sono i limiti e le opportunità della comunicazione al target del suo assessorato alla cultura? Quant'è buono il progetto? Quanto è condiviso? Qual è il valore percepito e reale dell'iniziativa? L'ente comune è la struttura giuridica giusta per partire con questo tipo di progettualità, o serve qualche ente intermedio al posto suo? Parliamone, volentieri su riccardo@frkmzero.it o agli altri contatti! Grazie, un saluto

  23. Lavoro utilissimo Riccardo,

    va dritto dritto tra i preferiti 🙂

    Ora mi leggo con calma anche tutti i commenti (che danno spunti molto interessanti, ho visto)

    Grazie!

  24. gentilissimi, secondo voi è buona o cattiva cosa inserire il proprio progetto (ricerca fondi per una biblioteca) su più siti contemporaneamente di fundraising on line?

  25. Buongiorno Riccardo e buongiorno a tutti i lettori del tuo bel blog!

    L'occasione mi è propizia per segnalarti Donordonee (così puoi aggiornare il tuo ottimo articolo) e invitare i tuoi lettori a dare un'occhiata al nostro progetto (www.donordonee.eu).
    Tu hai già avuto modo di vederlo, ma recentemente abbiamo aggiornato la home page per cercare di spiegare meglio la nostra proposta.

    Critiche e consigli saranno per noi molto utili: si tratta di qualcosa di assolutamente nuovo, a livello mondiale (nemmeno gli ammericani 😉 )

    Saranno, ovviamente, benvenute anche le vostre iscrizioni.

    Entro un paio di mesi al massimo partiremo con la fase di sperimentazione del "Gioco del dono" vero e proprio (ora stiamo raccogliendo le iscrizioni di ONP e donanti). Ci stiamo lavorando in due, per ora, praticamente due sere a settimana e con limitatissime risorse economiche, perciò ogni aiuto è per noi fondamentale.

    Grazie!

  26. Come non detto, ho appena letto il commento di Diego che mi ha appena preceduta su Donordonee che sicuramente terremo d'occhio e ci sarà utile nell'avviare ufficialmente l'iniziativa delle donazioni online anche in una nostra piccola realtà associativa dove lavoro, dove il problema serio e gravoso sono come sempre le risorse limitate.. Ad ogni modo come Donordonee che è in fase di sperimentazione, volevo segnalare un'ulteriore piattaforma di crowdfunding utile al fundraising, di nuovissima generazione: il portale si chiama WYG WYG (www.wygwyg.eu) e anche loro in fase di raccolta delle iscrizioni di ONP e donanti prima del lancio ufficiale.

    Se può essere utile al tuo articolo..

    Buona giornata e complimenti per il tuo blog che seguirò senz'altro!

    Vincenza

  27. Ciao Riccardo, leggo con attenzione sempre il tuo blog e di riferimento alla mia idea innovativa e il progetto Sempervivum.it che ho lanciato sul web da pochi giorni, ti chiedo cortesemente consiglio se il crowdfunding possa essere una buona iniziativa per farmi finanziare dal web. Ti ringrazio fin d’ora, aspetto news, saluti cordiali.
    Michele

    • Quella del QR per le lapidi dei cari estinti è una cosa ecceziunale veramente! 😀 Mai visto! 😀
      Il crowdfunding, come sempre, vale la pena se sotto ci hai fatto un piano di marketing. In definitiva, chi sono quegli interlocutori già interessati oggi a quello che state facendo? E perché lo sarebbero? Dove li andate a scovare? Come raccoglierete le loro anagrafiche? Come li coltiverete fino al momento di chiedere loro un contributo? Cosa offrirete in cambio? No cercare di rompere le palle a tutti per farli convinti che sia un buon prodotto. Andate su chi ha BISOGNO o DESIDERIO di quel che può fare un vostro QR.
      Una cosa che mi salta all’occhio è che con 1 prodotto coprite 10 ambiti di impiego, cui corrispondono non dico altrettanti, ma un numero elevato di pubblici con interessi differenti. Questo è il nemico del posizionamento, e invece con alcune applicazioni che proponete dei QR potreste farla da influencer e leader potenziali delle relative aree. Più facile da ricordare e promuovere 1 badge per le commemorazioni dei defunti che 1 QR code che può fare 10 cose. In questo non c’è nulla di speciale, il primo invece fa notizia. Saluti a te, facci sapere!

  28. ciao riccardo volevo chiedere io e 4 amici staimo tentando di raccogliere fondi su buonacausa.org ma vedo che ce poca sensibilità forse non e attraente. spiego che volgiamo costruire se il buon dio ci aiuta una casa famiglia per randagi ma non ce neppure una donazione come mai fammi sapere

  29. Buongiorno Riccardo e a tutti i tuoi lettori.

    Mi sono imbattuto oggi in questo tuo bellissimo e utilissimo articolo, complimenti!

    Volevo chiederti un consiglio che magari potrebbe interessare anche ad altri: mi è stato chiesto di valutare la possibilità di organizzare una campagna di crowdfunding per restaurare un’antica pala della chiesa della mia parrocchia. Non si tratta una cifra enorme. Oltre ad aver predisposto la parte di comunicazione off-line sto organizzando tutto l’aspetto on-line. Esiste una piattaforma più adatta di altre a questo scopo? Raccolta fondi per opere d’arte?

    Ci sono esempi interessanti già avvenuti da cui prendere spunto?

    Grazie infinite per l’attenzione.

    Michele

    • Ciao Michele, grazie dei complimenti, sempre graditi.
      Rispetto al caso della tua parrocchia: fate prima e meglio a fare una campagna offline. Non perché online non potreste raccogliere, ma perché nello specifico risparmiate tempo ed energie. La parte online funziona solo se sulla pala riuscite a costruire una storia (sul valore della pala: culturale, artistico, storico, territoriale…) che duri un bel po’ di tempo e che arrivi quindi a solleticare l’interesse di chi è al di fuori del giro parrocchiale/paesano.
      Ti direi che NON esiste una piattaforma di settore per lo scopo, più vicini possibile però mi vengono da indicarti buonacausa e produzionidalbasso.
      Su queste due piattaforme puoi trovare vari esempi di campagne nel vostro ambito, anche ben fatte (altrimenti che te le indico a fare? ;D).
      Tieni sempre conto che anche quando i termometri delle raccolte sono alti, nella realtà solo una parte dei fondi raccolti proviene dall’online, la gran parte magari è raccolta offline in varie maniere e il termometro “regolato” a mano su richiesta.
      Un caro saluto, facci sapere della vostra campagna!

      • Grazie davvero per le dritte! Pensavo anch’io di muovermi principalmente off-line, dato anche il target di riferimento, la parte on-line in realtà vorrei sfruttarla più che altro per dare visibilità alla campagna stessa. Siamo riusciti a far scrivere un libretto sull’opera a degli esperti e lo daremo a chi finanzierà il restauro con almeno 10€ (cifra ancora da definire). Sono stati previsti degli incontri di presentazione e dei momenti di incontro con la popolazione per metterli a conoscenza della campagna in corso. Se tutto va bene si inizierà ad ottobre fino a gennaio come minimo. Come dicevo i Social e la piattaforma verranno utilizzate per mantenere aggiornati i benefattori e per ampliare il più possibile il bacino di interessati. A seguito del tuo articolo molti aspetti li ho messi in discussione quindi vedremo come procederà il lavoro. 😀 grazie intanto davvero per il tuo supporto. Vi terrò aggiornati.

        Michele

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