Mi chiamo Riccardo Friede, organizzo il lavoro dei piccoli uffici di fundraising.

Questo è quello che faccio nella vita.

Ma tutto ha delle radici. Come segno di apertura, penso che sia giusto raccontarti quali sono le mie.

Grazie di essere su questo sito!

PS – Perché il caschetto? Perché quando si fa fundraising in un piccolo ufficio, si entra in cantiere! Ci vuole tutto: un progetto, tempo, testa, mani, qualcuno che coordini, qualche che sappia fare il singolo intervento…

riccardo friede fundraising raccolta fondi

Mi chiamo Riccardo Friede. Ho lo stesso nome di mio nonno materno. Il cognome (che in tedesco significa “Pace”) invece è quello di mio nonno Lothar, che era austriaco di origine e italiano una volta sposato.

Sono nato alle prime luci dell’alba del 19 novembre del 1984 nel paese di Dolo, in Riviera del Brenta, nel mezzo tra Padova e Venezia.

Sono il “figlio di mezzo” tra mia sorella Paola (la maggiore) e mio fratello Marco (il minore). Siamo tutti nati dall’amore di papà Uberto e mamma Rita. Siamo cresciuti anche grazie al loro supporto, affetto e presenza continui.

Sono il fortunato compagno di vita di Silvia e il felicissimo papà di Nicolò e di Lorenzo.

Ho iniziato a lavorare nel fundraising a 23 anni, subito dopo aver conseguito la laurea triennale in Diritto dell’Economia del Non Profit. Non ho proseguito con gli studi universitari perché sentivo di aver trovato la strada giusta per me, perciò ho preferito cercare lavoro in questo settore il prima possibile.

Da allora ho continuato a lavorare su due piani paralleli: per scelta ho sempre fatto il fundraiser per metà del mio tempo, e il consulente di fundraising per l’altra metà. E’ una scelta atipica e che mi è stata anche “criticata” più volte dai miei colleghi, ma continua a sembrarmi la più funzionale per chi si propone come consulente in questa disciplina. Per me è anche l’unica maniera di sentirmi a posto nel proporre certe soluzioni alle organizzazioni che mi chiedono supporto: quel che propongo ai miei clienti é ciò che prima ho testato per filo e per segno in prima persona, con tutte le responsabilità e i rischi del caso.

Per seguire la strada del fundraising fin dall’inizio ho detto di “no” a proposte lavorative più facili, sicure e comode, a volte davvero offerte su un piatto di argento e con delle retribuzioni iniziali molto invitanti. Dal 2007 lavoro nel fundraising al 100%, non mi sono mai trovato un solo giorno senza lavoro e ho sempre continuato a studiare, ad aggiornarmi, a trovare e offrire confronto. In questi anni ho fatto la gavetta per intero, dalle “stalle” di un rimborso forfettario di 400€ al mese (mentre abitavamo in una casa lasciata vuota dalla nonna di Silvia) in un’organizzazione dalla condotta quantomeno discutibile, alla ottima situazione reddituale che sono riuscito a costruire un passo alla volta tenendo fermo il timone sugli obiettivi delle organizzazioni che servo, assieme ai miei orizzonti personali e familiari.

Sono una persona piuttosto ansiosa, sempre meno che gli anni passano, le gioie aumentano e la vita cresce. Penso che quell’ansia fosse e ancora sia una grande energia che può travolgerti, ma che si può anche imparare a usare come “carburante” per realizzare cose positive e costruttive. Il fundraising è una delle vie attraverso le quali riesco a incanalare e ad esprimere meglio questa energia, con creatività e concretezza.

Prima del fundraising di mestiere, già da quando avevo 16 anni ci sono stati tanti anni di progettazione, eventi, iniziative, manifestazioni, marce, gruppi di volontariato, divertimento, passione condivisi con persone di ogni età, estrazione sociale ed economica, etnica, orientamento sessuale, visione politica (se realmente democratica, inclusiva ed ispirata dai diritti umani), confessione religiosa (e non religiosa). La persona così com’è al centro, all’interno di una comunità, alta la bandiera dei diritti umani e universali. Sono stati gli anni più importanti per la semina di certi valori e principi, gli stessi visiti agire dai miei genitori, e che poi ho scelto di coltivare da me, assieme alla mia famiglia, condividendoli con chi frequento, e che sono parte dell’intesa reciproca con le organizzazioni che seguo.


Vuoi sapere PERCHE’ ho scelto proprio il fundraising, tra i tanti ambiti possibili del lavoro nel non profit? Allora ti invito a consultare questa pagina.